Chiesa e Società

San Charbel Makhlouf: l'artigiano paradossale della pace - La trasudazione e l'olio benedetto

San Charbel Makhlouf: L'artigiano paradossale della pace - La trasudazione del Santo. Il 24 luglio la Chiesa ricorda san Charbel Makhlouf, proclamato santo per la chiesa universale da Paolo VI il 9 ottobre 1977,  presentandolo come un «artigiano paradossale della pace».

In memoria di san Charbel, sarà celebrata oggi, nella parrocchia Maria Madre della Chiesa in Sant'Janni alle 18:30, la Santa Messa al termine della quale verrà consegnato l'olio benedetto.

San Charbel è stato un monaco eremita, nato nel Libano l’8 maggio 1828.

La spiritualità di questo santo è ancora oggi circondata da tanto mistero.

La sua vita si potrebbe dividere in tre periodi e in ognuno scorgere l’itinerario da lui percorso verso la santità. Charbel vive i primi 23 anni della sua vita in famiglia, altri 23 anni nel Monastero dell’Ordine Libanese Maronita e gli ultimi 23 anni della sua vita da eremita.

Charbel era cresciuto in un clima familiare di intenso fervore religioso.

I genitori di Charbel erano stimati per la loro fede, la mamma era considerata una “donna santa”.

Charbel si ritirava spesso in una grotta, dove si  dedicava alla preghiera e alla contemplazione della natura; il silenzio interiore era il suo segreto.

Proprio in questa grotta avvertì, un giorno, il desiderio di entrare in monastero, abbandonare il mondo e tutto ciò che era legato alla vita terrena: amori, affetti, ricchezze. Charbel aveva 23 anni quando nel 1851 entrò in monastero.

Nel Monastero ben presto gli fu dato l’appellativo di “spirito santo” per il suo religioso silenzio, la sua umiltà e il suo abbandono in Dio.

Dopo aver trascorso diversi anni in comunità, Charbel avvertì il desiderio dell’eremo.

Il desiderio di Charbel era di non distogliere lo sguardo da Dio, per questo decise di lasciare tutto per possedere il “Tutto”.

Vivere nel silenzio assoluto e nell’isolamento gli consentivano di creare un vuoto intorno a sé per fare spazio a Dio. Charbel stava sempre in meditazione e in silenzio, pregava per raggiungere la pace e l’umiltà.

Pur ritirandosi nell’eremo, padre Charbel veniva chiamato a partecipare alle attività del monastero e lui non mancava di collaborare con gli altri monaci.

All’isolamento e al silenzio si alternava il tempo che dedicava a chiunque chiedeva il suo aiuto, ricevendo persone alla ricerca di consigli spirituali.

Il suo amore verso Dio si rifletteva nel dedicarsi agli altri.

Pur allontanandosi dal mondo, padre Charbel non abbandonò il mondo, perché vedeva nel servizio al prossimo la via per giungere al Cielo.

Morì il 24 dicembre 1898.

Dopo la sua morte, tanti furono i segni e tante  le guarigioni.

La notte successiva alla sepoltura, i contadini  notarono una grande  luce provenire dalla tomba di padre Charbel. Dopo 4 mesi si decise per l'apertura della tomba; la salma di padre Charbel fu trovata senza alcuna traccia di corruzione, il suo corpo era liscio, morbido e flessibile, sembrava un uomo addormentato; dal suo fianco gocciolava un liquido rossastro, era sangue mescolato con acqua. 

Nel 1926 fu riaperta nuovamente la tomba, dopo 29 anni dalla morte di Charbel, il corpo risultò perfettamente incorrotto, la salma emanava un profumo gradevole e il liquido rossastro continuava ad uscire dal suo fianco.

Il 25 febbraio 1950 il superiore del monastero aveva scoperto che dalla tomba di Charbel fuoriusciva ancora il  liquido e dopo aver sentito in sogno una voce che gli diceva: «Scorrerà dalla mia tomba un aiuto per tutti i credenti», chiese di riaprire ancora una volta la tomba. Il corpo fu trovato ancora intatto e flessibile e il liquido continuava a sgorgare.

Molti pellegrini, a contatto con quel liquido, ricevevano la grazia della guarigione.

Ad oggi, l’olio benedetto di San Charbel richiama il prodigio della trasudazione che ebbe il corpo del Santo, subito dopo la sepoltura.

Preghiera di padre Charbel

«Dove sei, o Signore? Sono venuto per incontrarti!

Tutto intorno a me è silenzio e buio in attesa della tua luce.

Solo la lampada a olio vicino a Te mi illumina e mi rende sazio della tua presenza.

La mia unica speranza è di incontrarmi con Te: ho lasciato tutto per poterti seguire!

Rimani con me quando declina il giorno e si avvicina la notte;

non lasciarmi solo e sarò completamente tuo».


Stefania Tolomeo