Sanità e invecchiamento. La visione del Geriatra Cimino

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L’invecchiamento della popolazione è una delle sfide più decisive per il futuro della sanità italiana, e la Sicilia ne è un laboratorio emblematico. Il Dott. Alfio Cimino, direttore della Geriatria dell’Ospedale Umberto I di Siracusa e presidente regionale della SIGG (Società Italiana di Geriatria e Gerontologia), traccia un quadro lucido e appassionato della condizione geriatrica nel territorio.

 

Secondo Cimino, la geriatria è oggi “un presidio strategico della sanità pubblica”, dove convergono le patologie più complesse dell’età avanzata: scompenso cardiaco, diabete, BPCO, demenze e insufficienze croniche. L’aumento dell’età media — gli over 65 rappresentano ormai un quarto della popolazione — impone una revisione strutturale dell’offerta sanitaria e una maggiore attenzione alla qualità della vita, non solo alla sua durata.

 

Il concetto di “invecchiamento in salute”, spiega Cimino, si fonda su tre pilastri: alimentazione equilibrata, attività fisica costante e partecipazione sociale. “Non basta vivere più a lungo, sottolinea, bisogna vivere meglio, mantenendo il paziente anziano attivo e stimolato”.

Contro la cultura dell’ageismo, il medico richiama la necessità di valorizzare la terza età come risorsa e non come limite.

 

Tra i segnali da non sottovalutare, Cimino cita decadimento cognitivo, perdita di peso e sarcopenia, invitando tutti gli over 75 a sottoporsi a controlli geriatrico‑preventivi. La solitudine, aggiunge, è una delle cause più subdole di depressione e demenza: “L’isolamento sociale è una malattia silenziosa che va combattuta con la stessa energia delle patologie organiche”.

 

Sul piano operativo, il primario siracusano insiste sull’importanza dell’approccio multidisciplinare: geriatra, fisioterapista, dietista e assistente sociale devono lavorare insieme per garantire una presa in carico globale del paziente. Le nuove tecnologie, dalla telemedicina all’intelligenza artificiale, rappresentano strumenti ormai indispensabili per la continuità assistenziale, purché resti centrale la dimensione umana del rapporto medico‑paziente.

 

Guardando al futuro della sanità siracusana, Cimino individua due priorità: il potenziamento dei reparti di geriatria e delle RSA e la creazione del “geriatra di famiglia”, figura chiave per la gestione domiciliare degli anziani non autosufficienti.

Il suo auspicio più grande è la realizzazione del nuovo Ospedale di Siracusa, infrastruttura necessaria per rispondere alle esigenze di una comunità in rapido invecchiamento.

 

Infine, il medico lega la sua professione all’impegno civico nel Lions Club Archimede, dove interpreta la medicina come servizio: “Donarsi agli altri e servire la gente, afferma, è la forma più alta di cura”.

 

Dalle sue parole emerge una visione chiara: la sanità del futuro non può prescindere dall’empatia e dalla fiducia reciproca. In un tempo di grandi trasformazioni, la lezione del Dott. Cimino è semplice e profonda:

 la geriatria deve evolversi verso un modello integrato, capace di coniugare competenza clinica, tecnologia e umanità. La qualità della vita dell’anziano diventa parametro di salute tanto quanto la longevità, e richiede un approccio multidisciplinare che includa prevenzione, riabilitazione e sostegno sociale. In questa prospettiva, la medicina del futuro sarà quella che saprà “curare la persona, non solo la malattia”.

 

Dott.ssa Melinda Miceli Critico d'arte

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Scritto da Redazione

Giornalista di InfoOggi

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