Sanità, in Lombardia a rischio 4mila posti letto per la spending review

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MILANO, 06 LUGLIO 2012- "Siamo alla mattanza sociale. Qui si rischia di tagliare servizi importanti", è questo l'allarme lanciato dall’assessore alla Sanità lombarda, Luciano Bresciani, in riferimento all'attuazione della spending review voluta dal governo e che, in Lombardia, potrebbe determinare il taglio di circa quattromila posti letto.

In particolare, si stima che i fondi nei prossimi due anni diminuiranno di 815 milioni di euro. Se ciò dovesse essere confermato, si dovrà procedere all’imposizione di nuovi ticket sanitari, aumentando il numero delle prestazioni a pagamento. A tal riguardo, Bresciani ha dihirato, "Finché ci sarò io alla guida della sanità regionale queste misure non passeranno". L'assesore alla sanità sottolinea che la Lombardia "ha già varato da tempo piani di efficienza: nel 1999 i letti erano 5,27 ogni mille abitanti, oggi l’indice è sceso a 4, in linea con gli standard nazionali". Tuttavia, i suddetti standard rischiano un’ulteriore decurtazione, visto che il decreto del governo stabilisce che il rapporto tra posti letto e abitanti si abbassi a 3,7. Attualmente, i posti letto in Lombardia, tra degenze ordinarie, day hospital e day surgery, sono pari a 40.140. Questo significa che, calcolatrice alla mano, i posti letto dovranno essere ridotti a 36mila, pari a 4mila letti in meno. [MORE]

Inoltre, il decreto prevede una norma che impone la chiusura degli ospedali con meno di 80 posti letto, lasciando alle Regioni come agire. In Lombardia, sono a rischio una quindicina di presidi ospedalieri, "Ma non li chiuderemo mai. Da tempo abbiamo realizzato una rete ospedaliera in base alle specializzazioni: nel caso di un servizio meno richiesto si provvede all’accorpamento con un’altra struttura, ma mai alla chiusura", sostiene Bresciani. Come se ciò non bastasse, il provvedimento del governo prevede anche un taglio del 5 per cento dei fondi destinati all’acquisto di beni e servizi sanitari, un capitolo di spesa che, nel bilancio regionale si aggira intorno ai 3 miliardi di euro nel solo 2012.

La Regione non ci sta e così, il vicepresidente Andrea Gibelli e il capogruppo dei lumbard Stefano Galli, hanno deciso di presentare al governo Monti un documento "che illustrerà la spending review alla lombarda. Quella votata a Roma è una manovra che fa solo tagli lineari, non tiene conto delle Regioni virtuose e non elimina gli sprechi, che noi invece abbiamo già affrontato e risolto".

Gianni Girelli e Alessandro Alfieri aggiungono, "La manovra deve essere un’occasione per ripensare il modello e la rete degli ospedali lombardi. E per riformare le strutture di vertice: meno amministrativi e più personale in corsia. In alcune zone ci sono più ospedali vicini tra loro: si potrebbero mettere in comune servizi come i laboratori di analisi o le farmacie per risparmiare risorse e alleggerire il peso economico".

(Fonte: La Repubblica)

Rosy Merola

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Scritto da Rosy Merola

Giornalista di InfoOggi

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