17 febbraio - Questa volta non mi faccio fregare.
Le sfere in movimento della scenografia di Gaetano Castelli che danno il via a questa seconda serata sanremese sono un segnale fin troppo chiaro che non bisogna ignorare, adesso lo so.
Non nutrire aspettative è una valido modo di evitare delusioni, così, preparata al peggio, prendo posto davanti alla tv.
L'improbabile giacca indossata ancora da Gianni Morandi non rassicura circa la piega che prenderà la puntata e istintivamente sorge una domanda: ce la farà il conduttore, almeno questa sera, a dire qualcosa senza leggerla sul gobbo?[MORE]
Dell'inutilità della speranza si è già detto altrove.
Dell'inutilità degli autori, pure. “La mamma è sempre la mamma” è una frase che non si può sentire. E invece gli autori la confezionano appositamente per Belen. E vengono anche pagati per questo, non dimentichiamolo mai.
Ricomincia la gara. I primi ad esibirsi sono Nathalie, che finalmente so chi è, che mi sembra brava, ma che canta una canzone abbastanza inutile, Al Bano con “Amanda é libera” che se al primo ascolto sembra brutta, al secondo diventa peggio ancora, e Emma e i Modà a cui non perdonerò mai di evocare i peggiori Negramaro.
Patty Pravo sveste i panni di Rita Levi Montalcini e arriva sul palco ostentando un'euforia non spiegabile se non attraverso le leggi della chimica. Il suo pezzo non sembra male. Ma lo si deduce per pura intuizione, visto che non si capisce nulla di quello che canta e che tutto ciò che esce dalla sua bocca è un groviglio indistinto di suoni. Le note di “Smoke on the water” che la introducono saranno la parte migliore della sua esibizione.
Poi arriva Tricarico con la sua bella dose di destabilizzazione, ma non convince la sua interpretazione di “Tre colori”, che rimane comunque un ottimo brano scritto da Fausto Mesolella.
“L'alieno” di Luca Madonia e Franco Battiato è il prodotto risultante dalla fusione di due brani del Maestro, Sentimento nuevo e Segnali di vita: è il primo caso di doppio auto-plagio, dove plagiato e plagiatore convivono nello stesso pezzo. La sola presenza di Battiato, comunque, basta a dare un po' di ossigeno a questa serata.
Quando sul palco arriva Max Pezzali si è portati a credere che l'iniziativa della colletta sia stata accolta con successo: quella che indossa stasera è una giacca che sarebbe accettabile senza quelle toppe sui gomiti. Vi chiedo un ultimo sforzo, dunque, sono convinta che ce la faremo a portarlo in finale con una giacca decente.
Poi arrivano i La Crus come una ricompensa divina dopo tanta sofferenza e attesa. “Io confesso” è un brano raffinato, elegante, bello.
Mentre m'interrogo sui misteriosi meccanismi per cui un pezzo del genere sia potuto capitare a Sanremo, arriva il momento più inutile del Festival: l'intervista all'ospite straniero.
Gianni Morandi sottopone Andy Garcia a poche domande inutili e fuori luogo: “Sei fedele a tua moglie oppure sei all'italiana?” sarà uno dei punti più bassi di questa intera edizione. Dopo un excursus sulla carriera dell'attore e un prevedibilissimo “amo l'Italia perché mi sento a casa mia”, con un Morandi sempre più confuso che gli ricorda che “in questo periodo nel nostro Paese si celebrano i 150 anni della Repubblica”, per poi correggersi "Unità d'Italia", si passa tutti al pianoforte. Elisabetta Canalis partecipa con qualche domanda all'attore, sfoggiando una conoscenza dell'inglese che svela finalmente la reale natura del suo rapporto con George Clooney. Poi si balla e si canta tutti insieme. Roba da far rimpiangere la pubblicità.
Ricomincia la gara. Nel peggiore dei modi, aggiungerei, visto che tocca al duo Barbarossa/Del Rosario esibirsi, con quel “su su su, giù giù giù” nel ritornello che è già diventato istigazione alla violenza. E siamo solo al secondo ascolto.
Fortuna che arriva Van de Sfroos a portare con il suo pezzo un clima che non si addice al mondo sanremese, quindi bello. Dopo il momento scontatissimo di satira bipartisan, preteso a gran voce dai piani alti della Rai, in cui Luca e Paolo ironizzano su Saviano, Santoro, Luca Cordero di Montezemolo, con una veemenza che renderebbe Hello Spank più temibile, arriva Roberto Vecchioni. Ancora più intenso, più classico, più bravo. “Chiamami ancora amore” è uno dei pochissimi motivi per cui si ricorderà questo Festival.
La gara dei big si chiude con una Giusy Ferreri che non riesce proprio a convincere. Io non capisco tutto questo bisogno di urlare, qualcuno me lo spiega?
Arriva il momento dei giovani, ma quando vedi Raphael Gualazzi sul palco pensi ci sia stato un errore di comunicazione. Questo “giovane dentro”, però, ha del talento.
Serena Abrami porta un pezzo scritto da Niccolò Fabi, e questo basta per amarlo incondizionatamente.
Poi arriva il ragazzino reggae, Anansi. Che canta il tipico pezzo che ci si aspetta da un ragazzino reggae. “Un bel viaggio”, aggiungerà una volta eliminato dal televoto. E lo stereotipo è completo.
Gabriella Ferroni è la seconda giovane eliminata. E il fatto che il televoto questa sera sia stato così giusto inizia a destabilizzarmi non poco.
Nel frattempo, Gianni Morandi fa un pasticcio con il televoto, annuncia prima un numero, sbagliato, e poi si corregge, il team di conduttori non è in grado neanche di stabilire chi deve dire “Ecco a voi”, poi arriva la seconda ospite straniera, Elisa Doolittle, la cui unica funzione sarà quella di confermare i dubbi generati dal rapporto tra la Canalis e la lingua inglese.
Poi accadono due cose straordinarie.
Il Festival è giunto alla fine di questa seconda serata.
Il Festival è giunto alla fine di questa seconda serata nel migliore dei modi: Al Bano e Patty Pravo raggiungono le escluse Anna Tatangelo e Anna Oxa.
Certo, la permanenza di Barbarossa/Del Rosario non lascia presagire niente di buono, ma non si può avere troppo dalla vita.
Benigni salvaci tu.
Lidia Tagnesi