Roma, 10 giugno- Non accenna a spegnersi la diatriba tra Michele Santoro e la Rai. Nell’ultima puntata di “Anno Zero”, il giornalista precisa: "Io non ho ancora firmato con nessun altro editore". Successivamente si è rivolto a Paolo Garimberti, presidente Rai: affermando : “Mi piacerebbe che lei, artefice del suo destino, ne discutesse in cda. Non voglio portare in piazza i nostri colloqui riservati, perché voglio essere buono con lei .Per una volta vorrei capire se la volete oppure non la volete questa trasmissione, adesso che siete liberi, adesso che i giudici non ci sono più dietro la porta.[MORE]
"La volete o non la volete questa trasmissione? - ha chiesto in modo perentorio ancora Santoro - Perché io non ho ancora firmato con nessun altro editore - ha continuato - e quindi teoricamente potrei essere disponibile a riprendere questo programma al costo di un euro puntata nella prossima stagione. Guardi Garimberti - ha ribadito Santoro - un euro a puntata nella prossima stagione. Altrimenti ognuno faccia quello che vuole”.
Poi arriva l’appello al Capo dello Stato: “Presidente Napolitano, ci rendiamo conto che siamo l'unico Paese in cui l'arbitro della comunicazione è espresso direttamente dai partiti? Si può resistere all'Agcom ma non si può resistere, resistere, resistere anche quando il tempo della resistenza è finito. Io penso che l'Annozerò è finito”.
A dir poco accesa la discussione tra l'ex Ministro della Giustizia Roberto Castelli e Santoro; il leghista lamentava la faziosità della trasmissione, in particolare di Travaglio: in tutta risposta Santoro è esploso in un “Avete rotto” e “Siamo stufi”.
Dopo le consuete vignette di Vauro, il conduttore si congeda dal pubblico e dai telespettatori con queste parole: “Viva la Rai, viva la libertà!”.
Davide Scaglione