Sa.Spo Cagliari: successi paralimpici importanti tra atletica e nuoto
Sport Sardegna Cagliari

Sa.Spo Cagliari: successi paralimpici importanti tra atletica e nuoto

martedì 17 maggio, 2022

CAGLIARI, 17 MAG. - AGONISMO + ORGANIZZAZIONE = MIX VINCENTE

Da Cagliari a Roma le linee di interconnessione sono ricoperte d’oro e d’argento. La polisportiva paralimpica Sardegna Sport (Sa.Spo.) incamera podi di prestigio grazie alle belle performance di Francesca Secci che nella capitale si aggiudica il titolo italiano Master 30 FINP 2022 di nuoto, più un bellissimo record italiano nei 200 stile; di Damaso Enna e Riccardo Campus, neo campioni italiani Paralimpici di corsa su strada 10 km, rispettivamente nelle categorie T47 e T37, al termine della competizione organizzata nel capoluogo sardo grazie alla sinergia tra l’associazione Insieme Contro il Dolore, FISPES (Federazione Italiana Sport paralimpici e Sperimentali) e la stessa Sa.Spo.

Nella kermesse podistica svoltasi al Poetto in contemporanea alla famigerata Karalis 10, va contemplato anche l’argento di Fabrizio Minerba (T 37).

Nel ricco week end saspino si registra anche l’ottimo riscontro avuto dal raduno di atletica cagliaritano targato FISPES Academy al quale Riccardo Campus con nuovi e storici tesserati della società cagliaritana si sono uniti ai migliori specialisti sardi di corse, lanci e salti, seguiti dallo staff della nazionale FISPES.

In contemporanea la giovane Cristina Sansone si è ben amalgamata nel gruppo “Scuola FISPES” durante un ritiro in Toscana.

FRANCESCA SECCI: “UNA INDIMENTICABILE PRIMA VOLTA”

Non c’era tempo per attendere i verdetti, l’orario del volo incalzava e la fuga verso Fiumicino improcrastinabile. Così la pluricampionessa italiana di nuoto Francesca Secci, mentre dominava il Tirreno dall’alto, ha ricevuto via sms la comunicazione di essere campionessa italiana open Master 30 FINP. Titolo che le è arrivato combinando i risultati ottenuti nelle batterie 50 farfalla e 200 stile libero dove tra l’altro ha incamerato il nuovo record italiano. In più realizza la miglior prestazione  master femminile M30 con 1703 punti.

Una novità assoluta nel ricco palmares della atleta selargina perché in passato, problemi lavorativi o personali, le avevano impedito di prendere parte a questa manifestazione a cui teneva tanto.

Ma prima o poi sapeva che ce l’avrebbe fatta, anche come atto di cortesia nei confronti del vicepresidente FINP (Federazione Italiana Nuoto Paralimpico) Gianluca Cacciamano e del delegato regionale del Comitato FINP Lazio Roberto Pasquini, sempre presenti alle manifestazioni in acque libere ospitate in Sardegna.

Francesca, un titolo tricolore senza prova tangibile

La medaglia è restata a Roma. Mi hanno promesso che la conservano. Le foto di rito arriveranno a posteriori.

Spiegaci il meccanismo attraverso cui sei salita sul podio più alto

I tricolori master si snodano sotto l’egida FIN e FINP, suddivisi per età. Non ci sono batterie separate ma tutti, olimpici e paralimpici gareggiano in base al tempo. Le classifiche vengono interpretate in maniera diversa: i tesserati FIN in base al tempo e alla categoria di appartenenza; per quelli FINP si stila una classifica di punteggio, attribuito tramite una tabella di conversione, riferita alle due gare disputate, ugualmente suddivisa per età.

Le tue sensazioni?

Per quanto riguarda i tempi sono molto contenta. Nei 200 stile ho fatto qualche decimo in meno rispetto alla vasca corta e nei 50 farfalla sono rimasta grosso modo sullo stesso tempo registrato in corta. Considerando che ai Campionati Italiani Assoluti Invernali 2022 di Lignano avevo patito parecchio la vasca lunga, sono molto contenta di come è andata e delle sensazioni che ho avuto. Sebbene siano trascorsi due mesi da allora è come se pian, piano stessi riprendendo l’abitudine, non potendo allenarmi spesso sulla vasca da 50.

Con il tecnico Alessandro Medda procede tutto per il meglio?

Il lavoro sta dando i suoi frutti, e quindi ho la testa rivolta ai nazionali estivi di Napoli (9-10 luglio) in vasca da 50. A settembre mi attende il consueto campionato italiano in acque libere nel nord Sardegna.

Ma non finisce qui

Grazie al doppio tesseramento, farò una gara Master FIN a Terramaini (Cagliari), gareggiando con la Ferrini e poi parteciperò ad alcune tappe del circuito di fondo FIN. Oltre agli allenamenti in mare ovviamente.

Ti hanno raggiunto in vasca le tue compagne di squadra storiche?

Ancora no. Spero di rivederle per la prossima stagione, assieme a qualche altra faccia nuova.

TRA PODI E RISTORI LA SA.SPO. SI FA NOTARE CON MODESTIA E SEMPLICITA’

La polisportiva paralimpica più longeva dell’isola si è messa in discussione sotto diversi aspetti con un resoconto finale più che positivo. Durante la Karalis 10, ha allestito il secondo ristoro del circuito, all’interno del Parco di Molentargius, dando assistenza e da bere ai milleduecento partecipanti che si sono ritrovati al Poetto, presso lo stabilimento Il Lido, in una mattinata contrassegnata dal gran caldo. Ma il divertimento non è mancato anche tra i giovani studenti del Liceo Scientifico Statale "Michelangelo" e del Convitto Nazionale Vittorio Emanuele (coordinati rispettivamente dai docenti Anna Cocco e Giangiacomo Melosu) che durante l’anno scolastico hanno dato un valido supporto alle multiformi attività saspine nell’ambito del progetto “Percorsi per le Competenze Trasversali e per l’Orientamento (PTCO), ex alternanza scuola-lavoro.

“Ci siamo integrati perfettamente nel contesto organizzativo – rimarca il dirigente Claudio Secci – dando il nostro contributo nel migliore dei modi sia nella distribuzione dei “pacchi gara”, sia nel mettere a disposizione degli atleti le bottiglie d’acqua durante i loro passaggi. Gli studenti al nostro fianco si sono mostrati altruisti ed efficienti e li abbiamo omaggiati con dei nostri ricordini. Molto bella anche la fase della premiazione dove i vincitori paralimpici sono stati accolti calorosamente dal folto pubblico presente”. Tra le manifestazioni collaterali previste nel cartellone della Karalis 10 c’era anche la passeggiata alla quale hanno preso parte gli atleti promozionali FISDIR della Sa.Spo, ma confuso in mezzo alla folla si è visto anche il campione velocista Fispes Robertino Musiu.

LA VISIONE TECNICA DI ANTONIO MURGIA

Disposti in cima al plotone, i podisti paralimpici, per ragioni di sicurezza, sono partiti con venti secondi d’anticipo rispetto alla marea di gareggianti. Purtroppo tra atleti locali e provenienti dalla penisola il conto totale degli iscritti è stato davvero misero: appena sei. Oltre al doppio titolo tricolore conquistato da Damaso Enna e Riccardo Campus, per il tecnico Sa.Spo. Antonio Murgia era importante avere dei riscontri cronometrici che non l’hanno affatto deluso. Il primo, che è stato il più veloce di tutti i FISPES presenti ha chiuso in quaranta minuti. L’universitario terralbese gioisce per i diecimila metri percorsi in poco più di cinquanta minuti. Sono invece sessanta i giri di cronometro accumulati da Fabrizio Minerba. “Quello di Damaso è un ottimo risultato – commenta Murgia – giunto in quello che è stato il suo ritorno alle gare ufficiali dopo due anni di assenza in una specialità a cui si è sempre dedicato. Diversamente da Riccardo che al massimo aveva corso i 1500 su pista; è partito molto forte poi ha pagato alla distanza, ma il tempo è onorabile e va benissimo. Anche da Fabrizio non si poteva pretendere troppo, avendo preparazioni specifiche in altre distanze”.

Il tecnico di Santadi, in qualità anche di consigliere federale FISPES, si mostra deluso quando commenta le modeste adesioni al campionato italiano: “Non fa piacere organizzare un evento, muovere un sacco di persone, chiedere collaborazioni per poi ricevere una risposta molto blanda da parte del movimento nazionale. Si rimane con l’amaro in bocca perché ci siamo mossi per garantire l’accoglienza all’aeroporto, assicurando altresì una notte in albergo e tanti altri comfort”.

Potenzialmente potevano arrivare in Sardegna dalle trenta alle quaranta persone; a questo punto ci si domanda perché manifestazioni così importanti vengano disertate. Murgia prova a dare una risposta: “Forse non vengono promosse in maniera adeguata, o non si dà molta visibilità al titolo nazionale in palio che poi si incastona in un circuito comprendente altre gare di maratona, mezza, su pista e i societari. Probabilmente è da rivedere la formula, magari dando un incentivo maggiore a chi vince la classifica finale”.

RADUNO TERRITORIALE RICCO DI SPUNTI

La sezione atletica leggera della FISPES si sta mettendo a disposizione delle società organizzando i raduni territoriali per tenere d’occhio coloro che pur non avendo accesso all’élite dell’Academy, meritano comunque un trattamento speciale in quanto atleti di seconda fascia. Allo stadio di atletica Santoru di Cagliari erano presenti i migliori specialisti provenienti da tutta l’isola. La comitiva saspina era guidata da Riccardo Campus. Con lui i neofiti Niccolò Nappi, Massimo Salvau, Simone Spanu, Marco Mocci, con in più il super veterano Roberto Musiu. Lo staff della nazionale composto da Francesco La Versa, Patrizio Andreoli e del preparatore atletico Orlando Maruggi ha sottoposto i presenti a diversi test elargendo porzioni abbondanti di suggerimenti.

Nel mentre, a Montepulciano, l’undicenne Cristina Sansone si dilettava con attività ludico motorie nel raduno scuola FISPES. Per lei una esperienza indimenticabile dove ha conosciuto nuovi compagni. Il suo futuro agonistico sarà nel settore promozionale dell’atletica Sa.Spo.

Nella foto Riccardo Campus e Damaso Enna ai nastri di partenza

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