Scie chimiche sul Salento?

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LECCE, 18 OTTOBRE 2014 - Modificazioni climatiche, esperimenti governativi o militari, attacchi terroristici, operazioni di società private, tentativi di condizionamento psicologico, o addirittura il tentativo di frenare l'espansione demografica. Queste sono solo alcune delle ipotesi più fantasiose che, secondo i sedicenti ricercatori indipendenti della cosiddetta “teoria del complotto”, sarebbero alla base del fenomeno delle scie chimiche.

Ipotesi che di colpo sono ritornate in mente a quanti ieri mattina hanno potuto osservare questo fenomeno sui cieli del Salento, suscitando inutili allarmismi. Colpa di internet e di alcune trasmissioni televisive che negli ultimi anni hanno alimentato queste bizzarre fantasie. [MORE]

Abbiamo provato a dare una spiegazione logica al fenomeno chiedendo lumi ad alcuni esperti di traffico aereo e di meteorologia. Ecco spiegato l’arcano: si tratta semplicemente delle scie di condensazione prodotte dai gas di scarico degli aerei di linea che seguono le rotte che solcano il Salento. Queste rotte, chiamate in gergo tecnico aerovie, sono dei corridoi aerei posizionati all'interno di un'area di controllo che permettono agli aeromobili di volare secondo le regole del volo strumentale lungo percorsi predefiniti e controllati. Una sorta di rete autostradale del cielo che, in particolare, sulla verticale di Brindisi è un vero e proprio crocevia delle rotte che vanno dal nord Europa verso il Mediterraneo e la penisola balcanica.

Capita a volte che, in determinate condizioni meteorologiche legate alla temperatura, all’umidità e alle correnti, le scie persistano di più invece di dileguarsi. Nello specifico, le condizioni climatiche al suolo registrate ieri, particolarmente calde e umide, hanno generato il fenomeno ad una quota di 9570 metri con una temperatura dell’aria di -55° e un’umidità relativa del 60%.

Niente cospirazioni o congiure quindi ma soltanto una logica spiegazione empirica. Con buona pace dei teorici del complotto e degli allarmati cittadini salentini.

Massimo Alligri

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Scritto da Massimo Alligri

Giornalista di InfoOggi

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