Il vicepremier interviene dopo la valutazione della Commissione di garanzia e propone regole più severe per le proteste che bloccano i servizi e provocano danni
Matteo Salvini attacca i blocchi ferroviari e le tensioni nelle piazze, chiedendo ai sindacati e ai manifestanti di rispettare le regole. Nel video diffuso sui social il 2 ottobre 2025, alla vigilia dello sciopero generale del 3 ottobre, il vicepremier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti annuncia di aver portato in Consiglio dei ministri una proposta per inasprire le sanzioni.
Le dichiarazioni si riferiscono quindi alla mobilitazione dell’ottobre 2025, nel contesto delle proteste per Gaza e per la Global Sumud Flotilla. Al centro dell’intervento ci sono le conseguenze delle agitazioni sulla mobilità e la valutazione negativa espressa dalla Commissione di garanzia sugli scioperi. ANSA.it
Perché la Commissione ha contestato lo sciopero
La Commissione ha valutato illegittima la proclamazione dello sciopero del 3 ottobre per il mancato rispetto dell’obbligo di preavviso, previsto dalla normativa sui servizi pubblici essenziali.
I sindacati avevano richiamato le eccezioni che consentono di proclamare un’astensione senza preavviso in circostanze particolari. L’Autorità ha però ritenuto che le motivazioni indicate non giustificassero il ricorso a quella deroga, avvertendo che il mancato adeguamento avrebbe comportato l’apertura di un procedimento di valutazione.
La Cgil, attraverso il segretario generale Maurizio Landini, ha contestato questa interpretazione, confermando la mobilitazione e annunciando l’impugnazione del provvedimento. La legittimità della protesta è diventata così uno dei principali punti dello scontro tra governo e sindacati. Ansa.it
Salvini critica gli scontri e i blocchi ferroviari
Nel suo intervento, Salvini richiama gli scontri tra manifestanti e polizia ad Alessandria e il blocco del traffico ferroviario a Livorno, riferendo della presenza di persone sui binari.
Il ministro collega questi episodi ai disagi subiti da chi deve raggiungere il lavoro, frequentare le lezioni o utilizzare i trasporti pubblici. Il suo messaggio insiste sulla necessità di esercitare la protesta rispettando gli altri cittadini e il lavoro degli operatori coinvolti nella gestione dei servizi e della sicurezza.
Salvini rivolge quindi un appello a lavoratrici e lavoratori, avvertendo che le condotte capaci di provocare danni o paralizzare il Paese dovranno avere conseguenze. Si tratta di una presa di posizione politica che accompagna la richiesta di una revisione delle regole.
La proposta di sanzioni più severe
Il vicepremier sostiene che il sistema sanzionatorio collegato alla legge 146 del 1990 debba essere aggiornato. Nel video annuncia di aver sottoposto al Consiglio dei ministri una proposta per rendere più incisive le conseguenze delle violazioni.
Richiama inoltre l’ipotesi sostenuta dalla Lega di introdurre una cauzione per gli organizzatori di cortei e manifestazioni, destinata a coprire eventuali danni.
Nel contesto delle dichiarazioni, entrambe sono proposte politiche, non misure già operative. L’annuncio di un inasprimento non equivale all’introduzione automatica di nuove multe: una modifica delle sanzioni richiede un intervento legislativo. Ansa.it
Il richiamo alle altre mobilitazioni previste
Nella parte conclusiva del messaggio, Salvini cita altri quaranta scioperi proclamati entro la fine del 2025 e avverte che l’atteggiamento del governo dipenderà anche dalle modalità con cui si svolgeranno le proteste.
L’intervento porta al centro del confronto il rapporto tra diritto di sciopero, continuità dei servizi e responsabilità per eventuali comportamenti illeciti. Per comprendere la vicenda resta essenziale distinguere la contestazione delle modalità di proclamazione, la partecipazione all’astensione dal lavoro e gli eventuali episodi di violenza o danneggiamento: sono aspetti diversi, che non comportano automaticamente le stesse conseguenze.