Scippo a Torino, gommista insegue e sperona i ladri: due minorenni feriti, uno è grave

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Torino, quartiere Vanchiglietta: un gommista di 39 anni ha vissuto una mattinata da incubo, trasformandosi da vittima a giustiziere improvvisato. Dopo uno scippo da manuale, ha deciso di farsi giustizia da solo, inseguendo i malviventi in monopattino e speronandoli con il suo Suv. Un gesto estremo che ha portato a un bilancio pesante: un minorenne di 17 anni è ricoverato in gravi condizioni, l'altro, di 19, ha riportato ferite e contusioni dopo essere stato aggredito dall'automobilista e poi fuggito a piedi, salvo essere rintracciato poco dopo dalla polizia.

La dinamica dello scippo e dell'inseguimento

Secondo le prime ricostruzioni, l'uomo stava rincasando quando è stato avvicinato da due giovani di origini magrebine in sella a un monopattino. I due gli hanno strappato la collanina d'oro e sono fuggiti a tutta velocità. Ma il gommista, invece di rassegnarsi, è salito in auto e ha iniziato un inseguimento spericolato per le strade del quartiere. La caccia è terminata in modo drammatico: l'uomo ha infatti speronato il monopattino, facendo cadere entrambi i ladri. Il 17enne è rimasto a terra, con un trauma cranico e toracico, ed è stato trasportato d'urgenza all'ospedale in codice rosso. Il 19enne, invece, è stato raggiunto dall'automobilista che lo ha colpito con calci e pugni, prima di essere fermato da alcuni passanti intervenuti per sedare la lite.

L'episodio ha riacceso il dibattito sulla sicurezza in città e sulla legittima difesa, ma anche sulle conseguenze di azioni avventate. Nel frattempo, le forze dell'ordine hanno avviato le indagini per ricostruire con precisione i fatti e chiarire le responsabilità di ciascuno.

La fuga e il fermo del gommista

Dopo aver recuperato la collanina, l'uomo si è allontanato in auto, ma non ha fatto molta strada: si è presentato spontaneamente ai carabinieri per denunciare lo scippo, senza sapere che era già ricercato per l'inseguimento e l'incidente. Gli agenti, che lo stavano cercando, lo hanno fermato e ora dovrà rispondere di lesioni gravi e di altre accuse che verranno valutate dalla magistratura. Il 19enne, dopo essere fuggito a piedi, è stato fermato dalla polizia poco dopo, nella zona di Barriera di Milano, e portato in commissariato per ulteriori accertamenti.

Conseguenze e riflessioni sulla sicurezza

Questo episodio solleva interrogativi complessi: da un lato, la rabbia e la frustrazione di chi subisce un reato; dall'altro, il rischio di trasformare una legittima reazione in un atto di violenza che può avere conseguenze penali gravi. Il gommista, ora indagato, rischia una condanna per lesioni, anche se le sue intenzioni erano legate al recupero della refurtiva. I due giovani, invece, devono rispondere di scippo; il 17enne, in particolare, è indagato a piede libero, ma le sue condizioni di salute restano critiche e i medici ne monitorano l'evoluzione.

La vicenda ha scosso l'opinione pubblica e riacceso il dibattito sulle misure di sicurezza a Torino, dove episodi di microcriminalità si susseguono con frequenza. Mentre la politica discute su interventi mirati, i cittadini chiedono maggiore presenza delle forze dell'ordine e una giustizia più rapida.

Presunzione di innocenza

Si ricorda che, ai sensi dell’articolo 27 della Costituzione italiana e della normativa vigente in materia di presunzione di innocenza, tutti gli indagati sono da considerarsi innocenti fino a sentenza definitiva di condanna.

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Scritto da Redazione

Giornalista di InfoOggi

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