Scuola, la legge di bilancio 2027 taglia quasi 7mila posti tra docenti e ATA

Tempo di lettura: ~2 min

Rimani sempre aggiornato!

Unisciti al nostro canale Telegram per ricevere notizie in tempo reale, esclusive ed aggiornamenti direttamente sul tuo smartphone.

La legge di bilancio 2027 introduce nuove riduzioni di organico nel mondo della scuola. A partire dal prossimo anno scolastico sono previsti 4.925 posti in meno per i docenti e 2.049 per il personale amministrativo, tecnico e ausiliario (ATA), per un totale di 6.974 unità. Un intervento che si aggiunge ai tagli già annunciati: 5.660 posti in meno per gli insegnanti dal 2025/2026 e 2.174 per il personale ATA dal 2026/2027. Se le riduzioni saranno confermate, nell'arco di tre anni scolastici la scuola italiana perderà complessivamente 14.808 posti.

Le cifre dei tagli

Il dettaglio dei tagli previsti dalla manovra è presto detto: 4.925 docenti in meno dal 2027/2028, a cui si aggiungono i 5.660 già programmati per il 2025/2026. Per quanto riguarda il personale ATA, i nuovi tagli ammontano a 2.049 unità dal 2027/2028, che si sommano ai 2.174 previsti dal 2026/2027. Il totale complessivo dei posti tagliati in tre anni è dunque di 14.808 unità.

Le ragioni della scelta

La misura è motivata anche dal calo demografico e dalla conseguente diminuzione degli studenti. Secondo il governo, la riduzione dell'organico risponde a un'esigenza di razionalizzazione delle risorse in un contesto di progressivo spopolamento delle aule. Tuttavia, i sindacati e le opposizioni temono ripercussioni negative sulla qualità dell'insegnamento e sul precariato.

I risparmi attesi

Dal punto di vista finanziario, i tagli consentiranno un risparmio di 83,9 milioni di euro nel 2027 e di 251,7 milioni annui dal 2028. Risorse che il governo intende destinare ad altri capitoli di spesa, ma che sollevano preoccupazioni tra chi teme un indebolimento del sistema scolastico pubblico.

Le reazioni

Le organizzazioni sindacali hanno annunciato mobilitazioni. Secondo i rappresentanti dei lavoratori, i tagli lineari non tengono conto delle specificità territoriali e rischiano di aggravare le disuguaglianze, soprattutto nelle aree interne e nelle regioni con maggiore dispersione scolastica. Il dibattito è destinato a proseguire nelle prossime settimane, in vista dell'approvazione definitiva della legge di bilancio.

Rimani sempre aggiornato!

Unisciti al nostro canale Telegram per ricevere notizie in tempo reale, esclusive ed aggiornamenti direttamente sul tuo smartphone.

Scritto da Redazione

Giornalista di InfoOggi

Leggi altri articoli

Rimani sempre aggiornato!

Unisciti al nostro canale Telegram per ricevere notizie in tempo reale, esclusive ed aggiornamenti direttamente sul tuo smartphone.