Una riforma della scuola destinata a cambiare volto all'istruzione superiore italiana è al centro della bozza di decreto che nelle prossime settimane potrebbe approdare in Consiglio dei ministri. Il testo introduce novità significative a partire dalla denominazione degli istituti: gli istituti tecnici assumeranno il nome di licei tecnologici, mentre gli istituti professionali diventeranno licei professionali. Una scelta che punta a rafforzare l'identità culturale di questi percorsi, storicamente considerati di serie B rispetto ai licei tradizionali.
Latino facoltativo dalle medie: la novità
Tra le misure più discusse spicca l'introduzione di un'ora settimanale facoltativa di latino a partire dal secondo anno della scuola media. L'insegnamento, su base volontaria, mira a offrire agli studenti un primo approccio alla lingua e alla cultura classica, in vista della scelta della scuola superiore. La decisione spetterà alle famiglie, che potranno optare per questo approfondimento senza modificare il monte ore obbligatorio.
Più fondi per i libri di testo e soglia di reddito più alta
Sul fronte economico, la bozza prevede un incremento di 21 milioni di euro nel 2026 per la fornitura gratuita o parzialmente gratuita dei libri di testo. Inoltre, la soglia di reddito per accedere al contributo destinato alle famiglie sale da 30.000 a 40.000 euro, ampliando così la platea dei beneficiari. Una misura pensata per contrastare il caro-libri e sostenere le famiglie con redditi medi, spesso escluse dai sussidi.
Le reazioni e le prossime tappe
La riforma, se confermata, rappresenterebbe una svolta epocale per la scuola italiana. I licei tecnologici e i licei professionali vedrebbero così valorizzato il loro ruolo nella formazione di tecnici e professionisti, mentre il latino facoltativo alle medie riaccende il dibattito sull'insegnamento delle lingue classiche. Restano da definire i dettagli attuativi e le coperture finanziarie, ma l'impianto del decreto è già al centro del confronto politico.