"Se Di Maio chiede a Salvini di abbandonare Berlusconi, gli deve offrire la guida del governo"

by Diana Sarti in Interviste14/04/2018333
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PERUGIA, 14 APRILE – Dall’undici aprile a Perugia, come di consueto, è in corso il Festival Internazionale del Giornalismo, giunto alla dodicesima edizione.

Quest'anno, durante la cinque giorni di conferenze, nel panel dedicato alle elezioni italiane del 2018 era presente anche Mario Sechi. L’evento, moderato da Lorenzo Pregliasco di YouTrend, è stato un viaggio nel voto di marzo. In particolare poi, l’attenzione è stata posta sulle strategie comunicative usate dai principali attori politici in tv, così come sui social media, durante la campagna elettorale.
Abbiamo chiesto a Mario Sechi, autorevole giornalista esperto di politica (e non solo), che tra l’altro ha da poco lanciato List, un progetto giornalistico distribuito attraverso una newsletter a pagamento, un parere su ciò che potrebbe accadere nei prossimi giorni nei palazzi istituzionali del Paese.

Il secondo giro di consultazioni è terminato e la situazione continua a rimanere in stallo. Secondo Lei, quale potrebbe essere un nome di un possibile traghettatore?
Oppure c’è una concreta possibilità che il Presidente della Repubblica dia un mandato esplorativo?
Se il nome dovesse essere quello di Paolo Gentiloni, il PD potrebbe rientrare nella partita di governo?

L’ipotesi di un mandato esplorativo è possibile. Nella storia della Repubblica, chi ha avuto il mandato esplorativo poi non è mai diventato Presidente del Consiglio. Solitamente il mandato è stato dato al Presidente della Camera o al Presidente del Senato, quindi spetterebbe a Roberto Fico oppure a Elisabetta Alberti Casellati.
Quella del mandato esplorativo è una ipotesi molto probabile, ma Mattarella potrebbe addirittura innovare. Vale a dire dare un mandato esplorativo ad un personaggio diverso da queste due cariche istituzionali. L’identikit è quello di una persona che non è un politico, ma nello stesso tempo lo è. Una figura istituzionale ma non troppo, perché le consultazioni che dovrebbero essere svolte dall’esploratore sono meno formali di quelle del Presidente della Repubblica.
Dopodiché, dopo il mandato c’è l’idea del preincarico, ma mi sembra ancora lontana questa ipotesi. Dovrebbe arrivare dall’iniziativa del Presidente della Repubblica, probabilmente per un governo del Presidente. Anche questa ipotesi sarebbe preceduta da un giro di consultazioni non formali tra i partiti.
Siamo già in una seconda fase del processo di ricerca della maggioranza. Maggioranza che alla fine ci sarà. Poi la durata del governo è un’altra questione.

A proposito della maggioranza: Se Luigi Di Maio alla fine dovesse cedere sulla figura di Berlusconi, perché Salvini oppone resistenza nel lasciare indietro l'alleto Forza Italia, quali ripercussioni avrebbe questa concessione, sia all’interno della parte intransigente del Movimento, sia all’interno dell’elettorato che li ha votati?

Intanto il Movimento ha votato Elisabetta Alberti Casellati al Senato, la quale non è una dissidente antiberlusconiana. Al contrario è una persona vicinissima al Cavaliere. Ciò rappresenta un precedente istituzionale importante, che i grillini non dovrebbero dimenticare.
Certo, nella politica bisogna fare dei compromessi. Se i grillini avessero il 50+1% non avrebbero il problema di dover fare l’alleanza. Ma questo non accade quindi mi dispiace per Di Maio e Di Battista, che sono bravissime persone, ma devono fare il governo, quindi scendere a compromessi. Altrimenti se ne vanno all’opposizione o addirittura ad elezioni anticipate con il rischio di non rifare il 32%. 

Però lo stesso discorso vale anche per la coalizione di Centrodestra.


Non ci sono dubbi. Anche il Centrodestra deve arrivare ad una sintesi. Salvini potrebbe rompere l’alleanza con Berlusconi? Chi lo sa.

La rottura di Salvini con Berlusconi avrebbe un costo molto importante in futuro.


Si, ha un costo molto elevato. Se vogliamo fare politica ed essere veramente maturi ed anche un po’ machiavellici, nel senso più alto e nobile del termine, se tu, Di Maio, chiedi a Salvini di rompere la coalizione, allora gli devi offrire la guida del governo, cioè Palazzo Chigi. Ad un sacrificio deve corrispondere un premio. Funziona così.

Diana Sarti