Seminario a Cittadella sul contrasto allo sfruttamento lavorativo: il programma Su.Pr.Eme. 2

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Si è svolta a Cittadella, nella sala oro della Regione Calabria, la prima giornata del seminario intermedio del programma Su.Pr.Eme. 2, dal titolo Contrasto allo sfruttamento lavorativo: tra pratiche promettenti e nuove sfide. L'evento, aperto dall'assessore al Welfare della Regione Calabria Pasqualina Straface, ha riunito rappresentanti delle istituzioni nazionali e regionali, delle parti sociali e del Terzo settore per fare il punto sulle strategie di contrasto al caporalato e allo sfruttamento lavorativo nel Mezzogiorno.

Un programma quinquennale per il contrasto allo sfruttamento

Su.Pr.Eme. 2 è un programma quinquennale finanziato dal Fondo Asilo, Migrazione e Integrazione (Fami) 2021-2027, dal PN Inclusione e lotta alla povertà Fse+ 2021-2027 e dal Fesr 2021-2027. L'obiettivo è contrastare e superare le forme di sfruttamento lavorativo, caporalato e situazioni di marginalità e vulnerabilità vissute dalle persone straniere presenti nelle cinque regioni del Sud Italia: Sicilia, Calabria, Puglia, Basilicata e Campania. Il programma si rivolge a una platea di circa 18mila lavoratori stagionali migranti, impiegati principalmente nel settore agro-alimentare, ma anche in altri comparti produttivi.

Le dichiarazioni dell'assessore Straface

Nel suo intervento, l'assessore Pasqualina Straface ha sottolineato l'importanza della collaborazione istituzionale: «Il superamento della tendopoli di San Ferdinando ha dimostrato che la collaborazione concreta tra istituzioni e un'efficace governance multilivello consentono di raggiungere risultati importanti, come la chiusura di una situazione di degrado e pericolo che si protraeva da oltre vent'anni». Straface ha poi evidenziato come Su.Pr.Eme. 2 rappresenti un ulteriore passo avanti: «consolida una dimensione interregionale che coinvolge Calabria, Sicilia, Puglia, Campania e Basilicata, accomunate dalla volontà di affrontare insieme un fenomeno che attraversa territori, filiere produttive e percorsi migratori. Ora la Calabria chiede innanzitutto che queste cinque regioni possano diventare un laboratorio nazionale innovativo di contrasto al caporalato, e la regione Calabria si candida alla guida di questo partenariato».

Le sfide e le proposte

L'assessore ha poi approfondito le cause strutturali dello sfruttamento: «Lo sfruttamento lavorativo non si esaurisce nell'intermediazione illecita della manodopera, ma è il risultato di molteplici fattori: lavoro irregolare, vulnerabilità sociale, povertà, condizioni abitative precarie, carenze nei servizi di trasporto e infiltrazioni criminali nelle filiere produttive». Da qui la necessità di stabilizzare i poli sociali integrati, dove operano psicologi, assistenti sociali, mediatori culturali e consulenti legali, per accompagnare i migranti verso percorsi di piena inclusione e regolarità. Straface ha anche ricordato che la Calabria è destinataria, attraverso i Comuni, di oltre 15 milioni di euro del Pnrr, chiedendo una rimodulazione delle risorse per interventi di housing sociale, fondamentali per risposte strutturali e durature.

L'intervento del commissario Macioce

Il commissario straordinario per il superamento degli insediamenti abusivi e la lotta al caporalato, generale Giovanni Maria Macioce, ha dichiarato: «non si parte da zero: il lavoro svolto in questi anni, in particolare durante la programmazione Pnrr, costituisce un patrimonio di progetti, conoscenze ed esperienze che non andrà disperso. Il nuovo mandato ci offre un orizzonte temporale più ampio e nuovi strumenti per trasformare questo patrimonio in interventi concreti e duraturi. Il metodo che, d'intesa con il Ministro Calderone, è stato scelto è quello di ascoltare i territori, verificare le condizioni reali dei progetti e accompagnare le amministrazioni verso soluzioni concretamente realizzabili».

Il confronto con gli stakeholder

Il seminario ha visto la partecipazione di rappresentanti di Coldiretti, Confagricoltura, Cia, Flai Cgil, Uila e Inl, moderati da Stefania Congia, direttrice generale delle Politiche migratorie e inserimento sociale e lavorativo dei migranti del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali. Sono stati affrontati temi come le politiche nazionali di contrasto al caporalato, l'impegno delle Regioni del Sud e le prospettive di rafforzamento delle azioni territoriali. È emerso che le vulnerabilità dei migranti sono spesso legate a fattori strutturali come la posizione amministrativa, la scarsa conoscenza dei diritti e la difficoltà di accesso ai canali di tutela.

Prospettive future e risorse

La direttrice generale Iole Fantozzi ha precisato: «Su.Pr.Eme. 2 si concluderà nel 2029 e vedrà la gestione, da parte delle cinque Regioni coinvolte, di risorse per 76 milioni di euro. Accanto a Su.Pr.Eme. 2, la Regione è impegnata in altri progetti dedicati ai fenomeni migratori, tra cui InGibit, Together e Ricerca e Integrazione. La sfida è integrare queste iniziative in una strategia unica e coerente. Dobbiamo già guardare oltre il 2029, costruendo reti, competenze e capacità diffuse che continuino a generare inclusione e dignità nel tempo».

Il MediaLab sul racconto dello sfruttamento

Nel pomeriggio, è partita la prima tappa del MediaLab, percorso formativo gratuito sulla comunicazione consapevole rivolto a giornalisti, comunicatori pubblici e del Terzo settore, leader di comunità, funzionari pubblici, operatori sociali e studenti. Promosso nell'ambito di Su.Pr.Eme. 2 e realizzato dal partner Consorzio Nova insieme al Centro Studi e Ricerche IDOS e Carta di Roma, il MediaLab proseguirà domani con il modulo Notizie senza voce. Sfruttamento lavorativo, caporalato e ruolo del giornalismo, per il quale l'Ordine dei Giornalisti riconosce 6 crediti deontologici.

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Scritto da Redazione

Giornalista di InfoOggi

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