Senza la fede crescono le paure e manca la verita'
Fantasticherie del cuore Calabria

Senza la fede crescono le paure e manca la verita'

lunedì 8 maggio, 2017

La società odierna vive nel panico la sua disattenzione sociale. Si aspetta la notizia di turno per poter attaccare qualcuno o qualcosa. Non è più in problema di appartenenza, perché tutto ormai si è appiattito. Le differenze culturali non esistono più, ma non per una intesa comune nella diversità, ma per una corsa al consenso personale e collettivo utilizzando gli umori del momento.[MORE]

Le memorie sono sfuocate. Importa ciò che fa tendenza, rumore, audience, nulla di più. C’è chi spinge a farsi giustizia personalmente, soffiando sulle paure e le incertezze diffuse tra la gente; c’è chi invoca l’eutanasia, mentre il parlamento fa finta di votare contro, assumendo però un testo che alla fine permette di poter non scegliere la nutrizione e la idratazione artificiali, questo al di là della specificità della malattia. Un modo barbaro per consentire un fine vita anticipato.

Si parla di diritti e si archivia, da parte dei giudici di Milano, il caso di Marco Cappato che si era giustamente autodenunciato, per avere assecondato la volontà di chi aveva optato per il suicidio assistito in Svizzera. I magistrati milanesi hanno riscontrato nel gesto compiuto fuori confine un atto personale possibile, viste la gravi condizioni di salute del soggetto interessato. La giurisprudenza, non è la prima volta, supera la stessa legge, in quanto in Italia comunque ancora non è possibile alcuna forma di eutanasia. C’è un corto circuito istituzionale che fa emergere la debolezza della politica e il convincimento personale di qualche togato, pronto a metterlo in circolo. Ma in tutte le materie con le quali facciamo i conti ogni giorno appare un buco nero; una mancanza di visione alta; di progettualità partecipata; di verità dell’uomo.

Anche la vicenda delle Ong impegnate a salvare migliaia di vite umane ogni giorno fa capire, al di là di possibili singole responsabilità penali di alcune associazioni, come si diventi attivi nel cercare lo scoop, vero o falso che sia, per distruggere comunque un modello di gestione nella crisi dei migranti. Tutto questo senza tra l’altro indicare nell’mediato alcun intervento alternativo. Non si tratta di un semplice problema di posizionamento elettorale di destra o di sinistra, fosse solo questo! Qui c’è in atto una vera decadenza dell’essere umano in genere, anche quando ha responsabilità dirette sulle prospettive sociali ed economiche di una comunità. Sarà sempre di più involutiva ogni azione che si muove in questo perimetro, perché non si vuole riconoscere che la verità dell’uomo viene da Dio e non da sé stessi.

S’innesca nella società di conseguenza una falsa antropologia che circoscrive i confini dell’umano e spezza la vocazione all’eternità, quale valore principe di ogni essere creato. Senza la verità dell’uomo tutto diventa più difficile e si perde quella sua ricchezza trascendentale che sovrasta le cose e le rende preziose. C’è bisogno di uomini di fede, perché è troppo arido il paesaggio che circonda l’umanità. È importante perciò ritrovare la propria verità d’origine. Questo cammino vale per tutti, credenti e non. L’uomo è fatto ad immagine e somiglia di Dio, non per fede, ma per creazione. Tutti, al di là delle nostre scelte religiose o irreligiose, hanno in dono da Dio la verità che precede l’universo. La fede non cambia questo passaggio divino, ma lo rivela nella sua soprannaturalità, mentre la non fede lo copre e lo fa disperdere tra paure e mancanza di veridicità.

Egidio Chiarella

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