Serata ricca di emozioni al Laboratorio d’Arte Cerra di Lamezia Terme con i romanzi di Ruggero Pegna
Non ha deluso le attese, l’incontro con il noto promoter e scrittore lametino Ruggero Pegna, che ha proseguito la serie di appuntamenti dedicati ai suoi romanzi al Laboratorio d’Arte Cerra di Lamezia Terme, dopo un’intensa serie estiva. Il viaggio sul filo dei temi umanitari che fanno da comune denominatore ai suoi romanzi, introdotto dalla padrona di casa, l’artista e pittrice Rosella Cerra, guidato dal giornalista Giuseppe Donato, ha suscitato grandi emozioni tra tutti coloro che hanno partecipato, anche intervenendo con domande e riflessioni.
Da Miracolo d'amore (Rubbettino), il libro che ripercorre la storia della sua leucemia fulminante tra scienza, solidarietà e fede, alla Penna di Donney, un racconto contro la pena di morte scritto durante la degenza in ospedale in una sorta di parallelismo tra la diagnosi infausta e la condanna capitale di un innocente; dal Cacciatore di meduse (Falco editore), primo romanzo ad aver raccontato il viaggio attraverso il deserto e il mare con gli occhi di un piccolo migrante somalo, da cui sembrerebbe aver preso spunto Garrone in “Io Capitano”, viste le improbabili coincidenze in molti punti, fino a La stanza di Adel (Santelli editore), storia di adozione tra realtà e toni fiabeschi, Pegna ha dipinto la sua tela di sensazioni, suggestioni, emozioni, esperienze personali.
In un susseguirsi di riflessioni, è stata l’umanità in tutte le sue declinazioni la vera protagonista della serata: quella di medici, infermieri, donatori, di chi sa dare conforto e solidarietà; quella di chi salva le vite, che siano di malati, poveri o migranti; l’umanità dell’accoglienza e della lotta contro ogni forma di razzismo, per il rispetto di tutte le diversità e della dignità di ogni uomo.
Grazie alla sua versatilità autorale, nei suoi racconti Pegna ha toccato anche altri temi, come la lotta alla criminalità, a cui ha dedicato il libro di satira La pecora è pazza, un anno da Arcore a Locri, e quelli esistenziali delle diverse raccolte di poesie degli esordi, da Aspettando la luna a Il mio tempo, fino a Le gocce e il Paradiso (Calabria Letteraria).
In conclusione, prima di rispondere a varie domande, ha spiegato come sia nata la decisione di scrivere e produrre l’Opera Fortunata di Dio sulla vita di Natuzza Evolo, la Serva di Dio di Paravati alla quale è molto legato per motivi personali e familiari.
“Quando mi fu diagnosticata la leucemia fulminante a poche ore dal mio matrimonio – ha affermato Pegna – fu lei che mi diede il coraggio necessario ad affrontare le sofferenze delle terapie, pregò per la mia guarigione e predisse l’iscrizione al registro dei donatori di una ragazza, unica al mondo, con il midollo compatibile, rendendomi possibile il trapianto... Presentata in prima assoluta a maggio al Rendano di Cosenza – ha aggiunto nell’altra veste di il promoter - Fortunata di Dio tornerà in scena il prossimo 3 novembre al Politeama di Catanzaro e il 5 novembre al Teatro Comunale di Vibo”.
Il prossimo incontro con l’inedito promoter e scrittore, che con entrambe le attività riesce a regalare emozioni, dagli spettacoli alle pubblicazioni, è il 24 ottobre a Siderno, in un talk in piazza organizzato dall’Assessorato Comunale alla Cultura.
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