Dal Sinigaglia arriva un segnale forte: il Milan soffre, colpisce e resta agganciato alla vetta
Il Milan espugna il Sinigaglia di Como e lo fa con una prova di grande maturità, imponendosi 3-1 in rimonta nel recupero della 16ª giornata di Serie A. Un successo tutt’altro che semplice, maturato al termine di una gara complicata, nella quale i rossoneri hanno saputo soffrire, resistere e colpire nei momenti chiave.
Il risultato consente al Milan di scavalcare il Napoli in classifica e di portarsi a -3 dall’Inter, rilanciando con forza le proprie ambizioni di vertice.
Como brillante e senza timori: Kempf illude il Sinigaglia
L’avvio di gara è tutto a tinte lariane. Il Como di Cesc Fabregas gioca con personalità, ritmo e qualità, mettendo in seria difficoltà un Milan apparso inizialmente in affanno. Dopo appena dieci minuti arriva il meritato vantaggio: cross teso di Baturina, inserimento perfetto di Kempf sul secondo palo e palla alle spalle di Maignan.
Il primo tempo sembra ribaltare i ruoli: la squadra giovane, sicura e dominante è il Como, mentre il Milan fatica a trovare continuità e ordine, soprattutto sul piano difensivo.
Maignan decisivo: il Milan resta a galla
Se il Milan non affonda definitivamente è grazie a Mike Maignan, protagonista di una serie di interventi straordinari. Il portiere rossonero si oppone prima alla conclusione a giro di Nico Paz, poi compie un vero miracolo sul colpo di testa ravvicinato di Da Cunha, tenendo in vita i suoi nel momento più difficile del match.
Rigore di Nkunku e parità prima dell’intervallo
Nel miglior momento del Como arriva l’episodio che cambia l’inerzia della partita. Saelemaekers recupera palla a metà campo e lancia Rabiot, che anticipa Kempf e viene steso in area. Per l’arbitro Guida non ci sono dubbi: calcio di rigore.
Dal dischetto va Nkunku, scelto da Allegri, che con freddezza firma l’1-1 al 46’, riportando il Milan in partita e mandando le squadre negli spogliatoi in perfetta parità.
Secondo tempo: il Milan cresce, Rabiot firma il sorpasso
Nella ripresa Allegri sistema l’assetto tattico, passando nuovamente alla difesa a tre. Il Como continua a rendersi pericoloso, ma con meno lucidità rispetto al primo tempo. Nico Paz prova ancora a impensierire Maignan, che risponde presente.
Il calcio, però, è spesso spietato: alla prima vera occasione rossonera arriva il sorpasso. Leao, fin lì poco coinvolto, accende la partita con un lampo di classe e serve Rabiot, che controlla di petto e batte il portiere con un destro pesantissimo: 2-1 Milan.
Fabregas cambia, Allegri gestisce: la chiude ancora Rabiot
Fabregas prova a rimescolare le carte con diversi cambi, passando anche al 3-5-2, ma il Milan si compatta, abbassa il baricentro e difende con ordine. Nel finale entra anche Füllkrug, recuperato nonostante i problemi fisici, a testimonianza della volontà di Allegri di gestire ogni dettaglio.
A due minuti dal termine arriva il sigillo definitivo: Rabiot, uomo di fiducia del tecnico, trova la conclusione potente dalla distanza e firma la doppietta personale, chiudendo il match sul 3-1.
Milan cinico, Como promosso: il verdetto del Sinigaglia
Il Milan porta a casa tre punti pesantissimi con una prova di cinismo e solidità mentale, confermando la propria capacità di vincere anche nelle serate più difficili. Il Como, nonostante la sconfitta, esce dal campo a testa alta: la squadra di Fabregas non è più una sorpresa, ma una realtà credibile della Serie A, con ambizioni europee sempre più concrete.
E per il Milan, la corsa continua: l’Inter è ancora nel mirino.