IMPERIA, 20 MAGGIO 2012- Ora che ufficiosamente iniziano ad emergere i primi dati del Censimento generale della Popolazione, per avere i dati ufficiali definitivi bisognerà però aspettare la fine dell'anno, anche a Sanremo trovano conferma, in ordine alla composizione generale demografica della città, alcune verità di cui già si parlava da tempo. Oggi sappiamo, per esempio, che il dieci per cento della popolazione matuziana è straniero ed in grandissima parte immigrato per ragioni economiche.
Tra gli stranieri matuziani, in controtendenza con molti altri comuni italiani, la stragrande maggioranza è costituita da extra- comunitari quali principalmente marocchini, albanesi, tunisini, bengalesi, sudamericani e cinesi.
La bandiera dell'Unione europea è tenuta alta da tedeschi, francesi e, soprattutto dai circa ottocento romeni, più donne che uomini beninteso.Esiste però una nazionalità di ceppo slavo, presente in città, il cui dato colpisce per l' assoluta eccedenza di femmine rispetto ai maschi al suo interno. E' la nazionalità ucraina che a fronte di un numero totale di membri di pochissimo superiore alle duecento unità, vede le donne in numero superiore ai centosettanta soggetti. In gran parte sono badanti. Insieme a sudamericane e romene, cioè, si occupano di acudire gli anziani ed i non autosufficienti della " Città dei Fiori".
Molte di esse non sono più in età giovanile ed in Patria hanno lasciato mariti, figli, ormai grandi, e nipoti. Gran parte del loro guadagno lo inviano in Patria proprio per mantenere la famiglia d'origine ed i loro punti d'incontro a Sanremo sono rari: molte volte condividono tra di loro la funzione domenicale, sono di religione cristiana di confessione ortodossa, alla Chiesa Russa di Corso Nuvoloni oppure acquistano prodotti originari dello spazio ex - sovietico presso alcuni esercizi commerciali a ciò dedicati che sono stati aperti in città quali il negozio " Matrioska" di Via Zeffiro Massa. [MORE]
E' pero la titolare dello stesso a confermarci come conducano una vita ritirata tutta dedita al lavoro." Non ne vedo tantissime qua in negozio da me. Preferiscono risparmiare, mangiare il vitto che passano loro i rispettivi datori di lavoro e dedicare il tempo libero per parlare, magari con Skype via computer, con i figli in Patria", dice la titolare, la signora Kolesnikova Nataliya. Il suo negozio è molto fornito di cibi e bevande, tutti rigorosamente provenienti dall'ex Unione sovietica, che acquista presso grossisti nel Nord- Italia. Lo spaccio è frequentato da molti russi, generalmente proprietari di appartamenti in città, molto più facoltosi oppure da moldavi e romeni. Non sempre la cucina ucraina coincide con quella romena ma comunque ci si avvicina in qualche aspetto se proprio non si ha troppa voglia di formalizzare. Nonostante la loro modesta vita sociale, alle volte nel pomeggio della settimana in cui sono libere si riuniscono sulle panchine dei giardini Medaglie d'Oro di Via Asquasciati, però c'è un buon numero di ucraine che acquista i prodotti in questo magazzino.
Molte di esse vivono la loro esperienza italiana solamente come un passaggio necessario, per ragioni economiche, ma ne sentono tutta la pesantezza. Altre, a digiuno con la nostra lingua, frequentano, quando possibile, i corsi di alfabetizzazione indetti dall'Associazione di volontariato cattolico " Vergine della Guadalupe" nella Pigna. Anche le volontarie dell'Associazione ci confermano come il mondo dell'immigrazione ucraina a Sanremo sia da declinarsi al femminile.
" Ricordano le romene di cinque- sei anni fa che immigravano, in qualche caso da clandestine, per fare le badanti e guadagnare soldi, che a casa rappresentavano una fortuna, in Euro, lasciando in Patria mariti e figli" dicono. Ancor oggi le romene, come le ecuadoregne e le peruviane, sono di più degli uomini della loro nazionalità ma con l'ingresso della Romania nell'Unione europea la loro situazione è notevolmente cambiata assestandosi verso in maggior equilibrio tra i diversi sessi.
Sergio Bagnoli