Rincari fino al 2028: +30 centesimi a pacchetto per le “bionde” e aumenti anche per sigarette elettroniche e trinciati
Dopo gli incrementi su carburanti e pedaggi autostradali, arriva una nuova stangata per i consumatori: da oggi le sigarette costano di più. A inaugurare la serie di rincari sono le cosiddette “bionde” del gruppo Philip Morris, con un aumento medio di 30 centesimi a pacchetto, come stabilito dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli in attuazione dell’ultima manovra economica.
Si tratta però solo del primo passo: il rialzo delle accise sul tabacco sarà progressivo e accompagnerà i fumatori fino al 2028, con effetti rilevanti sia sulle tasche dei consumatori sia sulle entrate dello Stato.
Quali sigarette aumentano: i nuovi prezzi delle marche più diffuse
Il rincaro riguarda inizialmente marchi molto diffusi come Marlboro, Chesterfield, Merit, Diana e Muratti.
Per alcune confezioni di Marlboro, il prezzo potrà arrivare fino a 6,80 euro a pacchetto.
Nei prossimi giorni, l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli provvederà ad aggiornare anche i listini delle altre marche, estendendo di fatto l’aumento a tutto il mercato.
Attualmente, la revisione dei prezzi interessa:
- sigarette tradizionali
- sigaretti
- sigari
- tabacco trinciato
- altri tabacchi da fumo
Restano per ora esclusi i tabacchi riscaldati come Terea, Glo e Ploom, anche se la normativa prevede una futura rideterminazione delle accise anche per questi prodotti.
Quanto costerà ai fumatori: +1,47 miliardi di euro fino al 2028
Secondo le stime di Assoutenti, l’aumento delle accise sul tabacco comporterà una spesa complessiva aggiuntiva di 1,47 miliardi di euro per i consumatori nel triennio 2026-2028.
Nel dettaglio, il maggiore gettito per l’erario sarà così distribuito:
- 213 milioni di euro nel 2026
- 465,8 milioni di euro nel 2027
- 796,9 milioni di euro nel 2028
Un flusso di entrate che si aggiunge ai circa 15 miliardi di euro l’anno che la tassazione sul tabacco garantisce già oggi alle casse dello Stato.
Aumenti anche per sigarette elettroniche e liquidi da svapo
Non solo sigarette tradizionali. Gli aumenti colpiscono anche il mondo dello svapo.
Assoutenti spiega che i prodotti da inalazione senza combustione saranno soggetti a nuovi coefficienti fiscali:
Liquidi con nicotina
- 18% nel 2026
- 20% nel 2027
- 22% dal 2028
Liquidi senza nicotina
- 13% nel 2026
- 15% nel 2027
- 17% nel 2028
Un intervento che punta a ridurre il consumo, soprattutto tra i più giovani, ma che avrà inevitabili ricadute sui prezzi finali.
La progressione delle accise sul tabacco: tutti i numeri
La manovra prevede un aumento progressivo dell’importo minimo fisso delle accise su tutte le principali categorie di tabacco.
Sigarette
- 29,50 € per 1.000 sigarette (2025)
- 32 € nel 2026
- 35,50 € nel 2027
- 38,50 € nel 2028
Sigaretti
- da 37 € a 47 € al kg nel 2026
- 49 € nel 2027
- 51 € dal 2028
Tabacco trinciato
- 161,50 € al kg nel 2026
- 165,50 € nel 2027
- 169,50 € dal 2028
Salute pubblica e “sin tax”: il dibattito resta aperto
Gli aumenti previsti non soddisfano chi da anni chiede una “sin tax” più incisiva, ovvero una tassa sui prodotti nocivi per la salute.
Secondo alcune associazioni oncologiche, sarebbe necessario un incremento fino a 5 euro a pacchetto per coprire realmente i costi sanitari del fumo.
Alessandro Miani, presidente della SIMA (Società Italiana di Medicina Ambientale), sottolinea come in molti Paesi europei la tassazione sui “vizi” – dai superalcolici alle bevande zuccherate – abbia prodotto benefici sia in termini di riduzione dei consumi sia di finanziamento della sanità pubblica.
Anche a livello europeo, si discute di una possibile direttiva comunitaria che potrebbe imporre ai Paesi membri rincari più consistenti sul tabacco nei prossimi anni.
Fumo in Italia: un’emergenza ancora attuale
Secondo i dati dell’Istituto Superiore di Sanità, 1 italiano su 4 è dipendente dalle sigarette, con un crescente allarme legato allo svapo tra le nuove generazioni.
Un quadro che rende il tema degli aumenti delle accise sul tabacco non solo una questione economica, ma anche di sanità pubblica e prevenzione.