NEW YORK (USA), 16 MAGGIO 2013 – La 67° Assemblea Generale delle Nazioni Unite è pronta a votare una bozza di risoluzione che andrebbe a condannare le autorità di Damasco e indicherebbe la Coalizione nazionale siriana, costituita a Doha nel 2012 tra tutti i gruppi che si oppongono a Bashar al-Assad, come parte in un possibile processo di transizione.[MORE]
In tutto questo, però, la Russia si oppone alla risoluzione elaborata dal Qatar e da altri stati arabi. Secondo alcuni diplomatici occidentali, però, non è detto che il documento riesca a ottenere più dei 133 voti (su 193 membri Onu) presi da una risoluzione di condanna delle violenze dell'agosto 2012.
Un importante diplomatico occidentale ha detto all'agenzia Reuters di sentirsi convinto che un sacco di paesi hanno votato per quel testo perché ritenevano di votare per la parte vincente, aggiungendo anche che ora non ne sono più sicuri e che adesso subentra l’importante fattore degli estremisti islamici.
Il Cremlino si teme anche che la questione della risoluzione danneggi la preparazione della prossima conferenza di pace concordata con gli Usa. Intanto è stato chiesto al Ministero degli Esteri cinese, Hong Lei, l'opinione della Cina in merito all'approvazione della risoluzione della 67° Assemblea generale delle Nazioni Unite sulla questione siriana.
Hong Lei ha dichiarato che la parte cinese presta grande attenzione allo sviluppo della situazione in Siria, svolgendo sempre un ruolo costruttivo nella risoluzione politica della questione e ritiene che essa sia l'unica via d'uscita possibile a condizione che le parti arrivino ad un immediato cessate il fuoco.
Il Ministro conclude affermando che la parte cinese non ha nessun interesse personale sulla questione siriana e non ha intenzione di favorire nessuna delle parti. La Cina, secondo Hong Lei, ha un atteggiamento positivo e aperto per qualsiasi soluzione venga proposta, purché venga accettata da tutte le parti interessate.
Giovanni Cristiano