WASHINGTON (USA), 1 SETTEMBRE 2013 - L'asse Washington - Damasco non è mai stato così rovente. Il presidente degli Stati Uniti d'America Barack Obama si è detto pronto a lanciare l'attacco contro la Siria, ma solo dopo il via libera del Congresso.
Obama ha di fatto chiesto al Congresso di votare sui raid in Siria in base a considerazioni di sicurezza nazionale americana: «Ho deciso di punire la Siria militarmente per l'uso dei gas, ma oltre che Commander in Chief sono anche il presidente della più antica democrazia parlamentare. Il paese sarà più forte e l'azione più efficace se seguiremo questa strada».[MORE]
Il voto del Congresso sul possibile intervento militare in Siria si terrà dopo il 9 settembre, alla ripresa dei lavori del parlamento americano.
Il portavoce dell'Onu Martin Nesirsky, a seguito delle critiche ricevute da Obama su una presunta paralisi nell'affrontare Assad, ha sentenziato :«Le Nazioni Unite non si ritirano dalla Siria, ma vi restano per mandare avanti il lavoro umanitario con un migliaio di dipendenti».
Il presidente degli USA ha ricevuto l'appoggio anche di Hollande, secondo una fonte a lui vicina pronto a schierarsi al fianco dell'America contro Assad, e del ministro David Cameron su Twitter.
Fonte: Ansa.it
Nicola Capolupo