CATANZARO, 23 GENNAIO 2012 - Key-World Group si è rivelata l'ennesima illusione lavorativa per numerosi giovani calabresi. Un'altra triste storia, un'altra illusione lavorativa per decine di lavoratrici e lavoratori calabresi quella rappresentata dalla Key-World Group Srl. La società, che presenta diverse filiali in Italia, con sede legale a Napoli, conta anche due sedi all'interno della Regione Calabria, nella fattispecie su Reggio Calabria e Catanzaro che occupavano complessivamente una cinquantina di collaboratori. Un'impresa operante nel settore della vendita di servizi telefonici ed elettrici per conto di importanti aziende leader del settore, del calibro di Sky, Enel Energia, H3G e Teletu. Una realtà che definire lavorativa sarebbe offensiva per l'art.1 della Costituzione, che nei fatti si presenta come l'ennesima meteora apparsa in terra di Calabria e svanita in brevissimo termine.[MORE]
Un ulteriore centro di diffusione di percarietà, dove lo sfruttamento e l'alienazione vengono messi in secondo piano al confronto con la triste realtà occupazionale del territorio. Un'altra di quelle realtà dove la precarietà diventa la forma generale del rapporto di lavoro, inteso sia dal punto di vista prettamente contrattuale, ma anche da quello salariale. La Key-World Group, insieme a diverse altre realta “produttive” del settore delle telecomunicazioni, in poco più di un anno è apparsa e scomparsa dal territorio calabrese, lasciando lavoratrici e lavoratori senza lavoro e privi di ogni sostegno al reddito. I contratti, spesso troppo poco chiari, vaghi e senza specifiche di compensi e pagamenti, rinnovati trimestralmente nella migliore delle ipotesi, oltre a non dare certezza e prospettiva alcuna, di fatto non permettono alle lavoratrici ed ai lavoratori investiti da questa ennesima meteora di accedere ad alcuna misura di sostegno al reddito.
La SLC CGIL Calabria, appresa la situazione in cui versano le lavoratrici ed i lavoratori delle sedi calabresi dell'azienda in questione, ha richiesto ripetutamente un incontro alla direzione aziendale, dall'esito invano. Alla luce di quanto emerso, si è pertanto, effettuato un esposto alle rispettive direzioni provinciali del lavoro denunciando le irregolarità contrattuali, mettendo a disposizione delle lavoratrici e dei lavoratori i propri legali per il recupero delle spettanze dovute.
Seppur come organizzazione sindacale espleteremo tutti i tentativi per far valere i diritti di queste lavoratrici e di questi lavoratori, siamo ben consapevoli che ben poco si potrà fare finchè non si interverrà legislativamente su un settore sempre più vittima di un eccessivo “lassez faire”, che spesso in terre come quella calabrese si mescola al becero clientelarismo ed al malaffare. Il settore delle telecomunicazioni ha bisogno di una regolamentazione legislativa che limiti considerevolmente il caos e le barbarie di mercato cui è sottoposto, salvaguardando giovani e donne meridionali che di fatto ne compongono la maggior parte degli addetti. Accordi al massimo ribasso, liberismo sfrenato, precarietà sono le piaghe che questo settore deve superare attraverso un “Patto di Settore” che coinvolga istituzioni, parti sociali e datoriali, onde evitare a breve termine che ci si ritrovi con una infinità di lavoratori “precari a tempo indeterminato”.
SLC CGIL CALABRIA