NAPOLI, 9 DICEMBRE 2012 - SolLewitt. L'artista e i suoi artisti è la mostra che inaugura la nuova stagione espositiva del Museo Madre, risollevandolo dalla crisi in cui rischiava nuovamente di precipitare, in attesa della nomina del nuovo direttore della Fondazione Donnaregina.
La mostra è il primo omaggio che l'Italia dedica a questo grande artista di arte contemporanea concettuale scomparso nel 2007 all'età di 78 anni ed ospiterà ben 50 anni di vita dell'artista divisi in tre sezioni tematiche.[MORE]
La prima è quella dei wall drawings, cinque "disegni murali" concepiti ad hoc per gli spazi del Madre, opere inedite progettate da LeWitt e realizzate oggi dai suoi assistenti che ne hanno seguito le istruzioni per l'uso, secondo la tipica filosofia di arte concettuale. I "murales" rappresentano forme astratte, grovigli cromatici che riempiono la parete ed avvolgono la visione dello spettatore realizzando un vero e proprio spazio artistico. La seconda sezione è dedicata a 47 disegni, guaches e sculture appartenenti alla collezioni napoletane. La terza sezione comprende 95 opere provenienti dalla collezione privata di LeWitt di cui fanno parte anche opere di artisti suoi contemporanei quali Kounellis, Boetti, Merz e Paolini.
Russo di origini ma statunitense di nascita Sol LeWitt è considerato il padre dell'Arte Concettuale, cioè di quel movimento artistico che permea ancora oggi le opere contemporanee più estreme, nelle quali il concetto e l'idea di arte assumono un valore maggiore della loro realizzazione estetica.
Opere d'arte che vanno analizzate, studiate, interpretate, che lo spettatore non può restare passivamente ad ammirare ma su cui deve necessariamente riflettere per poterle comprendere e che il più delle volte non rappresentano altro che un discorso su loro stesse. Arte concettuale è riflessione sull'arte stessa attraverso le espressioni artistiche più svariate e creative.
Lo stesso LeWitt affermava che «L'arte non ha alcun uso» e negli anni '60 cominciò a far parte del movimento minimalista, caratterizzato dalla riduzione delle forme estetiche alle strutture elementari geometriche ed ai colori primari. Infatti le sue prime opere sono a metà tra pittura, scultura e architettura: strutture tridimensionali, fredde, antiemozionali e impersonali, che intendono soltanto mostrare sé stesse, la loro fisicità (in legno o metallo) e la loro oggettualità.
Le opere successive di LeWitt diventano sempre più un discorso sull'arte stessa, fatto di quadri che in realtà sono definizioni lingustiche e letterali, che trasformano lo spettatore in lettore e l'opera in performance visiva che si può "completare" soltanto se interpretata. In tal modo «l'idea diventa la macchina che produce l'arte», affermazione che diventò un "credo" per gli artisti suoi contemporanei e lo è ancora oggi.
La Mostra è realizzata in partnership con la Fondazione LeWitt e con il Centre Pompidou di Metz ed è curata da Adachiara Zevi, che ha collaborato con l'artista per venti anni.
In foto: Wall Drawings di Sol LeWitt
Foto da: pbs.org; raenkelgallery.com; flickriver.com; gamm.org; museomadre.it
Valentina D'Andrea