CATANZARO, 15 agosto 2026 – «Maria non fa concorrenza a Gesù, Maria è la più grande alleata del Signore». È uno dei passaggi centrali dell’omelia pronunciata dall’arcivescovo di Catanzaro-Squillace, mons. Claudio Maniago, nella Basilica dell’Immacolata di Catanzaro, in occasione della Solennità dell’Assunzione della Beata Vergine Maria.
La celebrazione ha visto anche la partecipazione della comunità legata alla chiesa di Santa Maria di Mezzogiorno, temporaneamente chiusa per i lavori di restauro, tradizionalmente luogo particolarmente legato alla celebrazione mariana del 15 agosto.
Richiamando la devozione verso la Vergine, profondamente radicata nel popolo cristiano, l’Arcivescovo ha invitato a «purificare» e «rinfrescare» la devozione mariana, perché non rimanga soltanto espressione della tradizione, ma diventi un autentico riferimento per la vita di fede.
Maria, ha ricordato mons. Maniago, è Madre ma anche «la prima discepola», colei che ha creduto alla Parola del Signore e invita ancora oggi i cristiani a fare altrettanto, soprattutto in una società che spesso «spinge e ci trascina da tutt’altre parti» rispetto agli insegnamenti del Vangelo.
Due le espressioni della liturgia attorno alle quali si è sviluppata la riflessione: Maria «segno di consolazione e di sicura speranza».
Una consolazione particolarmente necessaria quando l'uomo si trova affaticato, ferito, solo o impotente davanti alle tragedie del mondo. «Maria – ha affermato l’Arcivescovo – c’è accanto a noi sempre, con discrezione», e prega per i suoi figli. Una consolazione che non è «una generica pacca sulla spalla», ma una presenza che aiuta a ritrovare le ragioni per andare avanti.
Richiamando il Magnificat, mons. Maniago ha sottolineato come Maria continui a proclamare che Dio non abbandona il suo popolo e opera nella storia. Una fede che viene messa alla prova dalle ingiustizie, dalle violenze e dal modo con cui «si calpesta la dignità della vita umana».
Il riferimento alla lotta tra la donna e il drago descritta nell’Apocalisse ha quindi condotto al cuore del messaggio cristiano: nonostante le ferite della storia, la vittoria appartiene a Dio. «Dio vince ogni piaga e ferita della storia – ha ricordato l’Arcivescovo – e noi dobbiamo crederci, testimoniarlo e viverlo nella nostra vita».
L’Assunzione diventa così soprattutto annuncio di speranza. In Maria accolta nella gloria viene mostrato il destino verso cui è orientata l’esistenza cristiana: la vita terrena conosce un termine biologico, ma non una fine.
«La morte non è l’ultima parola», ha ribadito mons. Maniago, richiamando l’espressione «la morte non toglie la vita, la trasforma».
Da qui l’invito a riconoscere il valore della vita quotidiana e della responsabilità di ciascuno. La santità, ha spiegato, non significa necessariamente compiere cose straordinarie, ma vivere come Maria, credendo nella Parola del Signore e traducendola nell’impegno di ogni giorno.
Al termine della riflessione, l’Arcivescovo ha invitato i fedeli a rimettersi in cammino con Maria, come discepoli del Signore, offrendo al mondo il proprio «piccolo, ma importante contributo», perché Dio possa continuare a compiere quelle «grandi cose» iniziate nel grembo di Maria e culminate nella morte e risurrezione di Gesù.
Ufficio Comunicazioni Sociali
Arcidiocesi Metropolitana di Catanzaro-Squillace