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Sorical: il Codacons chiede alla procura il sequestro

CATANZARO 16 FEBBRAIO - Il Codacons ha depositato una richiesta urgente presso la Procura della Repubblica di Catanzaro, per sollecitare il sequestro della documentazione relativa alle assunzioni effettuate da So.Ri.Cal. SpA in liquidazione onde accertare le “modalità attraverso cui le predette assunzioni sono avvenute”. Tanto perché, nonostante la messa in liquidazione, So.Ri.Cal. SpA - sostiene Francesco Di Lieto, vicepresidente nazionale del Codacons - ha proceduto a nuove assunzioni, mediante procedure caratterizzate dall’assoluta discrezionalità e, ovviamente, senza alcun concorso.

L’urgenza - viene illustrato in una nota del Codacons - sta nel fatto che sia il Commissario Liquidatore che il Direttore generale della presidenza della Regione Calabria hanno annunciato l’imminente uscita da So.Ri.Cal SpA del soggetto privato. In questo modo i soggetti assunti con un semplice colloquio, si ritroveranno ad essere dipendenti pubblici, senza aver partecipato ad alcun concorso. A ciò si aggiunge il sospetto che i “beneficiati” possano essere collegati ad Amministrazioni che hanno accettato di transigere i propri debiti con So.Ri.Cal., spalmando sui Cittadini le tariffe “gonfiate”.

Per tali ragioni il Codacons ha chiesto “l’immediato sequestro della documentazione afferente le assunzioni per verificare la trasparenza ed eventuali conflitti d’interesse, atteso che le tariffe (gonfiate) sono poste a carico della collettività”. Ma la vicenda più grave è rappresentata dalla circostanza che il Commissario liquidatore ha evidenziato un “default dietro l’angolo” e che “servono 1,5 miliardi di euro”. 

In Calabria si sono affidati gli acquedotti regionali a So.Ri.Cal. con l’impegno del privato a rilasciare una “garanzia fidejussoria” per 400 miliardi di vecchie lire nonché a realizzare, nei primi quattro anni, investimenti per oltre 190 miliardi di lire. Ed allora - prosegue Di Lieto - non solo di quei 400 miliardi di lire che dovevano servire per gli investimenti sugli acquedotti, si sono perse le tracce, “mai ritrovati” come affermò l’allora sostituto Luigi de Magistris, ma anche gli investimenti previsti (190 miliardi) a carico del privato non risultano essere stati effettuati. Eppure nelle tariffe richieste da So.Ri.Cal. sono stati fatti pesare investimenti non realizzati. In questo modo i Calabresi hanno visto sparire oltre 200 milioni di euro che dovevano servire a realizzare gli investimenti sui nostri acquedotti, ma hanno dovuto anche finanziare il privato “inadempiente”. Ci risulta che la Regione ha autorizzato - prosegue Di Lieto - anticipazioni a SoRiCal. Per cui il privato, che oggi ci si accinge a liquidare, invece i portare risorse, è stato finanziato dalla Regione. Parliamo circa 25milioni di euro (fino al 2016) e di cui non abbiamo contezza siano mai stati restituiti.

Abbiamo chiesto alla Procura di impedire un’operazione che rischia di far “scappare” il socio privato di SoRiCal con il 46,50 % degli oltre 150 milioni di euro che SoRiCal ha fatturato ai comuni Calabresi. Se a marzo effettivamente il privato sarà liquidato, la “truffa” sarà completa. Una “truffa” che solo l’immediato sequestro ci auguriamo possa scongiurare.