Il sindacato ringrazia l’Assessore regionale alla Valorizzazione del Capitale Umano, Antonio Montuoro, la Dirigente Generale del Dipartimento, Marina Patrizia Petrolo, e il Datore di Lavoro, Elvira Costantino, per il percorso amministrativo che ha portato all’istituzione dello Sportello, il cui iter era stato avviato dal precedente Datore di Lavoro, Salvatore Lopresti, e successivamente concluso con il decreto di attivazione dell’attuale Datore di Lavoro.
Resta altresì rilevante il contributo dell’iter avviato nell’ambito dell’adesione all’Accordo Quadro Consip “Servizi di Salute e Sicurezza sui luoghi di lavoro”, Lotto 6, che costituisce la base organizzativa del servizio.
MODALITÀ OPERATIVE DELLO SPORTELLO
Lo Sportello di Ascolto è rivolto a tutto il personale regionale e rappresenta un servizio volontario e gratuito.
L’accesso avviene tramite prenotazione via e-mail dedicata. Gli incontri possono svolgersi in modalità digitale, con strumenti idonei a garantire la riservatezza, oppure in presenza presso la Cittadella regionale.
Il servizio prevede colloqui individuali della durata massima di un’ora. Un eventuale secondo incontro è previsto esclusivamente su valutazione del professionista incaricato.
Le attività di supporto sono erogate da psicologi del lavoro o professionisti qualificati individuati nell’ambito dell’Accordo Quadro Consip “Servizi di Salute e Sicurezza sui luoghi di lavoro”, Lotto 6, attraverso il Piano Dettagliato delle Attività che include interventi di supporto e analisi delle situazioni di disagio lavorativo.
Lo Sportello è una misura di prevenzione del disagio organizzativo e dello stress lavoro-correlato, e si affianca agli obblighi previsti dal D.Lgs. 81/2008 in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.
Positive, inoltre, le modalità di funzionamento del servizio, che garantiscono gratuità, volontarietà, riservatezza e accesso diretto da parte dei lavoratori, elementi essenziali per la sua effettiva efficacia.
“È importante – conclude Tedesco – che iniziative di questo tipo non restino isolate, ma diventino parte stabile delle politiche del personale. Il benessere lavorativo incide direttamente sulla qualità dei servizi resi ai cittadini”.