Spread in continuo aumento. Patuelli: "È preoccupante per l'Italia"

by Federico De Simone in Economia08/06/201845
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MILANO, 8 GIUGNO – Lo spread sale, Piazza Affari scende. In concomitanza con la guerra dei dazi iniziata dagli USA e l’apertura del G7 i listini europei e in particolare quelli italiani sono in netto calo. Milano fa peggio delle altre perdendo l'1,8% a metà mattina, con i titoli industriali penalizzati tanto quanto quelli finanziari. A preoccupare gli investitori sono soprattutto le decisioni degli di Donald Trump, che ha previsto anche di non partecipare interamente al G7.

La stessa cancelliera Merkel nei giorni scorsi aveva detto di aspettarsi "discussioni difficili". Il tutto mentre un documento interno della Casa Bianca, citato dal New York Times, metterebbe in evidenza come le misure commerciali difensive messe in campo da Trump potrebbero rivelarsi un boomerang danneggiando la stessa economia Usa. L’Italia è il paese che sta riscontrando gli effetti negativi maggiori di questa incertezza sul piano internazionale. Si registra anche una forte pressione sui Btp: lo Spread sulla scadenza decennale sfiora i 270 punti base (267) da 255 della chiusura di ieri, con un rendimento del Btp al 3,01%.

"Questo spread che sta crescendo è preoccupante per la Repubblica italiana perchè in precedenza viaggiava in una direzione di maggiore benessere per tutti e lo spread è una tassa che l'Italia paga sui mercati internazionali". Lo afferma il presidente Abi (Associazione Bancaria Italiana) Antonio Patuelli al convegno Acri secondo cui "più lo spread cresce più si impoverisce l'Italia e più cresce lo spread e più si complica la vita alle banche" con riflessi sui loro indicatori patrimoniali. "Più debole è la moneta più alti sono i tassi, non dobbiamo cullarci che tutte le colpe siano dell'Europa" ha concluso Patuelli. Il dg di Bankitalia Salvatore Rossi ha invece sottolineato che l’aumento dello spread non è causato "da una demoniaca e misteriosa" manovra da parte "di pochissimi speculatori" ma dall'aumento del "rischio percepito dai gestori dei risparmi degli italiani" che uno dei "paesi come l'Italia possa uscire dall'euro", "è tema che non dobbiamo cessare di spiegare all'opinione pubblica. “I gestori a cui sono affidati i nostri risparmi, di fronte a questo rischio, si coprono vendendo i titoli”.

Federico De Simone