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Stampa inglese, Theresa May sembrerebbe già vacillare

Stampa inglese, Theresa May sembrerebbe già vacillare
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LONDRA, 18 GIUGNO - Sono passate meno di due settimane dall’insediamento del nuovo governo May a Downing Street, e per la leader dei conservatori sembrano già essere arrivati tempi duri.

Dopo l’esito insoddisfacente della recente tornata elettorale, che ha visto i Tories perdere la maggioranza assoluta a Westminster, costringendoli ad un’alleanza con gli Unionisti Irlandesi, partito di estrema destra, la premier May si trova ora stretta tra due fuochi. Da un lato, le imminenti trattative per la Brexit, che inizieranno domani in via ufficiale; dall’altro la tragedia della Grenfell Tower, l’edificio andato a fuoco nel centro di Londra, nel cui incendio sono morte quasi cento persone (per la Polizia i dispersi sarebbero ormai da considerarsi come deceduti ndr).

A Theresa May è stata infatti imputata una pessima gestione di quanto accaduto nella capitale inglese: la leader Tory non sarebbe stata in grado di mostrare alcun tipo di umanità e compassione nel corso della visita alle rovine dell’edificio. A differenza di Jeremy Corbyn, e del sindaco Sadiq Kahn (anch’egli criticato da parte della folla), la May ha infatti rifiutato di parlare alle vittime dell’incendio.

Solo in un secondo momento la premier ha poi ricevuto una delegazione di residenti e parenti delle vittime della Grenfell Tower.

Sul versante Brexit, invece, il Guardian riferisce di accesi scontri in seno al Consiglio dei Ministri, mentre il Sunday Telegraph, molto vicino al partito conservatore, ha dichiarato che i Tories starebbero facendo pressione su Theresa May affinché riprenda l’iniziativa, pena una sua sostituzione nel ruolo di Premier.

Tema quello del “poco tempo per ricominciare ad agire”, ripreso anche dal Sunday Times, secondo il quale il primo ministro britannico avrebbe non più di dieci giorni di tempo per “darsi una scossa” ed evitare il voto di sfiducia.

Tra i possibili nomi per un ipotetico dopo-May (scenario che ad oggi sembra comunque remoto), spicca quello dell’ex sindaco di Londra Borish Johnson, particolarmente amato dai sostenitori dell’hard Brexit, che gradirebbero avere come leader un proprio rappresentante.

Nelle ultime ore è intanto spuntato un retroscena sorprendente sulle elezioni generali dello scorso 8 giugno. Secondo quanto riportato da alcune testate giornalistiche, infatti, sembrerebbe che a suggerire a Theresa May un’andata alle urne anticipata, sia stato Jean Claude Juncker, attuale presidente della Commissione Europea.

Juncker avrebbe infatti consigliato all’attuale inquilino di Downing Street di indire le elezioni prima del termine naturale, per ottenere un consenso più ampio e solido in vista dei negoziati con l’UE. Negoziati che invece adesso si presentano ancora più duri per Londra, considerato che i Tories dovranno comunque assicurarsi l’appoggio del proprio partner di governo, gli unionisti irlandesi.

Paolo Fernandes

Foto: infooggi.it

Paolo Fernandes

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