La tensione tra Stati Uniti e Iran torna a infiammare il Medio Oriente. Dopo circa un mese di relativa calma, le forze americane hanno ripreso i bombardamenti contro obiettivi iraniani, colpendo due piattaforme sull'isola di Larak, strategica vicino allo stretto di Hormuz. Secondo fonti militari, da quelle basi i pasdaran si preparavano a lanciare razzi equipaggiati con mine navali, una minaccia diretta alla navigazione commerciale nella zona.
La risposta iraniana e gli attacchi a Giordania ed Emirati
La reazione delle Guardie Rivoluzionarie non si è fatta attendere. Dall'Iran sono partiti droni e missili verso obiettivi militari in Giordania e negli Emirati Arabi Uniti, ma tutti sono stati intercettati dai sistemi di difesa alleati. Per il momento non si segnalano vittime, ma la tensione diplomatica è altissima.
Conseguenze economiche: il petrolio supera i 90 dollari
Gli scontri hanno avuto un impatto immediato sui mercati energetici. Il prezzo del petrolio ha superato i 90 dollari al barile, alimentando timori di una escalation più ampia che potrebbe destabilizzare l'intera regione e le forniture globali. Lo stretto di Hormuz è un passaggio cruciale per circa un quinto del petrolio mondiale, e qualsiasi minaccia in quell'area provoca fibrillazioni nelle borse.
Gli analisti invitano a monitorare gli sviluppi nelle prossime ore: ogni nuova azione militare potrebbe spingere ulteriormente le quotazioni, con ripercussioni su economia globale e prezzi alla pompa.