FLORIDA (STATI UNITI), 21 DICEMBRE 2011 – Il portale web Stormfront, propaggine italiana dell’organizzazione dell’ex leader del Ku Klux Klan, Don Black, ho pubblicato una black list di politici italiani, di magistrati, religiosi, attivisti dei diritti umani, giornalisti impegnati, con la “gravissima” colpa di preoccuparsi e occuparsi degli immigrati. L’iniziativa è partita da un singolo membro del gruppo, coadiuvato poi da altri componenti nell’arricchire la lista di nomi.[MORE]
Primo in “classifica” è don Ezio Segat, sacerdote della diocesi di Vittorio Veneto: “Ha preso i soldi raccolti dal Veneto e li ha dati ai poveri fratelli immigrati” scrive Costantino, l’utente del sito ad aver iniziato la discussione. Moltissimi i politici: dal “governo Monti al completo” a vari amministratori locali, come il sindaco di Padova, la vice presidente della giunta toscana, definita “bastarda immigrazionista”, e l’assessore all’integrazione del Comune di Torino.
E poi i nomi di giudici, avvocati, ma anche Gad Lerner e Maurizio Costanzo. L’associazione EveryOne ha chiesto ai rappresentanti diplomatici degli Stati Uniti di mobilitarsi per la chiusura del portale. “L’Italia è uno dei pochi Paesi europei a non avere ancora bandito il forum neonazista, come è invece accaduto in Germania e Francia; questo poiché il portale si appoggia su un server americano con sede a West Palm Beach, in Florida, e ogni operazione di natura giudiziaria, se avanzata dalle sole autorità italiane, diviene estremamente complessa, se non impossibile” hanno spiegato in una nota gli attivisti di EveryOne, anch’essi finiti nella lista con il loro esponente, Roberto Malini.
Annachiara Cagnazzo