Superbonus 110%, nuova truffa a Torino: crediti fiscali fittizi per 7 milioni di euro

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La Guardia di Finanza scopre presunti cantieri fantasma tra Torino, Milano, Napoli e Gorizia

Nuovo caso legato al Superbonus 110% e ai presunti abusi sui crediti fiscali. La Guardia di Finanza di Torino ha portato alla luce una presunta maxi truffa da circa 7 milioni di euro, legata a lavori edilizi che, secondo gli investigatori, non sarebbero mai stati eseguiti. Al centro dell’inchiesta ci sarebbero alcuni interventi di efficientamento energetico e riduzione del rischio sismico dichiarati all’interno di un condominio torinese.

Secondo quanto emerso dalle indagini, sarebbero state emesse false fatture per ottenere indebitamente i benefici previsti dal Superbonus 110%, misura introdotta per incentivare la riqualificazione energetica e antisismica degli edifici.

Cinque professionisti denunciati

La Procura e le Fiamme Gialle hanno denunciato cinque professionisti ritenuti coinvolti nella presunta frode. Tra questi figurano:

  • l’amministratore di un’impresa edile;
  • due architetti di Torino;
  • un ingegnere di Milano;
  • un commercialista di Napoli.

Le accuse ipotizzate comprendono truffa aggravata ai danni dello Stato, riciclaggio, emissione di fatture per operazioni inesistenti e false asseverazioni tecniche.

Contestualmente, sono stati sequestrati crediti d’imposta ritenuti fittizi per un valore complessivo di circa 7 milioni di euro.

Come funzionava la presunta truffa sul Superbonus

Secondo gli investigatori, il sistema fraudolento avrebbe coinvolto l’intera filiera burocratica e tecnica necessaria per accedere ai bonus edilizi.

Non si sarebbe trattato soltanto di lavori mai realizzati, ma anche di:

  • progettazioni tecniche predisposte solo formalmente;
  • false attestazioni sullo stato di avanzamento dei lavori;
  • documentazione fiscale irregolare;
  • rilascio di visti di conformità non veritieri;
  • pratiche edilizie costruite esclusivamente “sulla carta”.

Tutta la documentazione sarebbe stata predisposta entro il 31 dicembre 2023, sfruttando il meccanismo dello sconto in fattura, che consentiva ai cittadini di eseguire interventi teoricamente “a costo zero”, trasferendo il credito fiscale alle imprese.

Il ruolo dei crediti d’imposta nel sistema Superbonus

Il caso riporta al centro dell’attenzione il tema dei crediti fiscali legati al Superbonus e dei controlli effettuati negli ultimi anni dall’Agenzia delle Entrate e dalla Guardia di Finanza.

Il meccanismo del Superbonus 110% ha rappresentato una delle misure più importanti per il rilancio dell’edilizia italiana dopo la pandemia, generando miliardi di euro di investimenti. Tuttavia, proprio l’elevato valore economico dei crediti cedibili ha favorito anche numerosi tentativi di frode.

Negli ultimi anni le autorità hanno intensificato i controlli su:

  • cantieri inesistenti;
  • documentazione tecnica falsa;
  • asseverazioni irregolari;
  • cessioni fraudolente dei crediti fiscali.

Perquisizioni e sequestri in più città italiane

Le operazioni investigative hanno coinvolto diverse province italiane, tra cui:

  • Torino
  • Milano
  • Napoli
  • Gorizia

Le perquisizioni hanno permesso di acquisire documentazione tecnica, fiscale e bancaria utile per ricostruire i flussi economici e il presunto sistema di riciclaggio collegato ai crediti fiscali.

Gli inquirenti stanno ora approfondendo eventuali ulteriori responsabilità e verificando se il sistema possa aver coinvolto altri soggetti o ulteriori pratiche edilizie sospette.

Superbonus e controlli: attenzione alle asseverazioni

L’inchiesta evidenzia ancora una volta quanto siano fondamentali i controlli sulle pratiche legate ai bonus edilizi. Le asseverazioni tecniche, i visti di conformità e la documentazione fiscale rappresentano elementi centrali per accedere ai benefici previsti dalla normativa.

Per questo motivo, negli ultimi mesi sono aumentate le verifiche preventive sui cantieri e sulle società coinvolte nella gestione dei crediti fiscali, con l’obiettivo di contrastare le frodi e tutelare le risorse pubbliche.

Presunzione di innocenza

Si ricorda che, ai sensi dell’articolo 27 della Costituzione italiana e della normativa vigente in materia di presunzione di innocenza, tutti gli indagati sono da considerarsi innocenti fino a sentenza definitiva di condanna.

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Scritto da Redazione

Giornalista di InfoOggi

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