ROMA, 5 OTTOBRE 2012. – Il Consiglio dei Ministri n. 48 presieduto dal Premier Monti, ha approvato il testo del decreto legge recante nuove regole per la corretta ed efficace gestione amministrativa degli Enti territoriali. Il provvedimento, attraverso la riduzione dei costi, mira agli obiettivi della sana finanza pubblica, al consolidamento dei conti e al rispetto del pareggio di bilancio.[MORE]
La premessa al decreto è la constatazione emersa dai dati del SIOPE (Sistema informativo sulle operazioni degli enti pubblici) secondo cui vige un sistema di governo territoriale inefficiente ed economicamente insostenibile, la cui immagine appare poi ancor più fragile agli occhi dei non soli cittadini italiani quando ci si trovi “di fronte a fatti che minano gravemente la fiducia e la reputazione del Paese e la sua credibilità”. Così il Presidente del Consiglio Mario Monti, ha infatti commentato e spiegato l’urgenza del provvedimento, alla luce delle più recenti vicende di corruzione ed evasione fiscale, che – ha detto- costituiscono un "danno incalcolabile alla immagine dell’Italia".
In sintesi, vengono ampliati i poteri della Corte dei Conti, che con l’ausilio dei Servizi ispettivi di Finanza pubblica della Ragioneria generale dello Stato e della Guardia di Finanza, eserciterà i controlli sulla gestione finanziaria degli Enti e sugli atti che incidono sulla finanza pubblica o con cui si adempiono gli obblighi derivanti dall’appartenenza dell’Italia all’Unione europea.
La Regione più virtuosa, individuata dalla Conferenza Stato-Regioni entro il prossimo 30 ottobre, costituirà il modello al quale tutte le altre Regioni dovranno attenersi per la determinazione dei compensi spettanti ai consiglieri e agli assessori regionali. Per conseguire i tagli ai costi della politica, vengono inoltre eliminati i vitalizi e fatto divieto del cumulo di indennità o emolumenti derivanti dalle cariche di presidente della Regione, presidente del consiglio regionale, di assessore o di consigliere regionale.
Al fine di garantire l’osservanza delle nuove norme il decreto introduce quindi sanzioni dirette e indirette a carico delle Regioni inadempienti, che entreranno in vigore dal 2013. In particolare da una prima misura di accantonamento dell’80% dei trasferimenti erariali dello Stato, salvo nei settori della sanità e del trasporto pubblico locale, se l’inadempienza persista, previa diffida da parte del Governo si potrà procedere allo scioglimento del Consiglio.
SAVERIO CARISTO