Economia

Tagli ai costi della politica? Intanto stanziati 100 milioni di euro per i partiti

Roma, 19 Luglio 2011- Mentre gli italiani si apprestano a dover affrontare una serie di sacrifici a causa di una manovra economica abbastanza ‘lacrime e sangue’, i così tanto decantati tagli ai costi della politica se, metaforicamente parlando, escono dalla porta (attraverso la manovra), vengono immediatamente fatti rientrare dalla finestra. Infatti,previa pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del prossimo 29 luglio, sono già stati predisposti i mandati di pagamento a favore dei partiti per un corrispettivo di 100 milioni di euro. Si tratta della quarta e penultima rata annuale stanziata per un totale complessivo di 503.094.380 euro.[MORE]

Per dovere di cronaca, In Italia il sistema dei partiti può contare su due principali fonti di finanziamento:

- i contributi, da parte dello Stato, a titolo di rimborso delle spese elettorali sostenute dai partiti e dai movimenti politici;
- i finanziamenti dei privati a partiti e movimenti politici, nei modi e limiti fissati dalla legge.

In riferimento ai rimborsi delle spese elettorali, la disciplina del contributo pubblico per le spese elettorali è recata principalmente dalla L. 157/1999, di riforma del sistema di finanziamento dei partiti, successivamente modificata.I criteri per il riparto delle somme da assegnare sono contenuti nella L. 515/1993 e nella L. 43/1995.
 

Le spese dei partiti e dei movimenti politici rimborsabili sono quelle sostenute per le campagne elettorali relative ai seguenti organi:

- Camera dei deputati;
- Senato;
- Parlamento europeo;
- Consigli regionali.

I rimborsi sono corrisposti ripartendo, tra i movimenti o partiti politici aventi diritto, quattro fondi, corrispondenti agli organi da rinnovare (Senato della Repubblica; Camera dei deputati; Parlamento europeo; consigli regionali), (L.157/1999, art. 1, commi 1 e 3). L’ammontare di ciascuno dei quattro fondi è pari, per ciascun anno di legislatura degli organi stessi, alla somma risultante dalla moltiplicazione dell’importo di 1 euro per il numero dei cittadini della Repubblica iscritti nelle liste elettorali per le elezioni della Camera dei
deputati (L. 157/1999, art. 1, commi 1, 3 e 5).

Per il rimborso a partiti o movimenti politici delle spese sostenute in campagna elettorale nella circoscrizione Estero sono state recentemente introdotte specifiche disposizioni. Esse prevedono l’incremento dell’ammontare dei due fondi relativi alle spese elettorali per il rinnovo del Senato e della Camera nella misura dell’1,5 per cento, destinando le somme relative all’erogazione del rimborso per le elezioni politiche nella circoscrizione Estero (L. 157/1999, art. 1, commi 1-bis e 5-bis).

Sono escluse dal rimborso le campagne per le elezioni negli enti locali (consigli comunali e provinciali). La  legge prevede anche una forma di rimborso per le campagne relative ai referendum abrogativi di cui all’art. 75 e dei referendum costituzionali ex art. 138 della Costituzione (L. 157/1999, art. 1, co. 4).

Per quanto concerne i comitati promotori, è stato previsto un rimborso pari alla somma risultante dalla moltiplicazione dell’importo di 1 euro per il numero delle firme valide raccolte fino alla concorrenza della cifra minima necessaria per la validità della richiesta e, comunque, entro un limite massimo pari complessivamente a 2.582.285 euro annui.

Il fondo relativo alla Camera dei deputati è ripartito in proporzione ai voti di lista conseguiti tra i partiti e movimenti che abbiano superato la soglia dell’1 per cento dei voti validamente espressi.

Per il rinnovo del Senato della Repubblica, il fondo per il rimborso ai partiti è invece ripartito su base regionale. Questo, in primo luogo è suddiviso tra le regioni in proporzione alla rispettiva popolazione. La quota spettante a ciascuna regione è ripartita tra le liste di candidati presentatisi nella regione con il medesimo contrassegno, in proporzione ai voti conseguiti in ambito regionale. Partecipano alla ripartizione del fondo le liste di candidati che abbiano ottenuto almeno un candidato eletto nella regione o che abbiano conseguito almeno il 5 per cento dei voti validamente espressi in ambito regionale e i candidati non collegati ad alcun gruppo che risultino eletti o che conseguano nel rispettivo collegio almeno il 15 per cento dei voti validamente espressi.

Per quanto riguarda i rimborsi per le campagne elettorali nella circoscrizione Estero, gli importi aggiuntivi derivanti dall’incremento dell’1,5 per cento dei due fondi relativi al rimborso delle spese elettorali per il rinnovo del Senato e della Camera sono ripartiti, in primo luogo, tra le quattro ripartizioni in cui si suddivide la circoscrizione Estero (rispettivamente comprendenti gli Stati e i territori afferenti all’Europa, all’America meridionale, all’America settentrionale e centrale ed all’Africa, Asia, Oceania e Antartide), in proporzione alla popolazione. In ciascuna circoscrizione, la relativa quota è quindi proporzionalmente suddivisa tra le sole liste di candidati che abbiano ottenuto almeno un eletto o almeno il 4 per cento dei voti validi nella ripartizione.

Per le elezioni regionali si procede in primo luogo a distribuire il fondo tra le regioni in proporzione alla rispettiva popolazione. Nell’ambito di ciascuna regione, la quota spettante è quindi ripartita, proporzionalmente ai voti riportati, tra le liste che abbiano ottenuto almeno un candidato eletto al consiglio regionale della regione interessata.

L’erogazione del rimborso è disposta con decreti del Presidente della Camera dei deputati o del Presidente del Senato della Repubblica, secondo le rispettive competenze.

I partiti o movimenti politici che intendono usufruire dei rimborsi sono tenuti a farne richiesta, a pena di decadenza, al Presidente del ramo del Parlamento competente, entro dieci giorni dalla data di scadenza del termine per la presentazione delle liste (L. 157/1999, art. 1, co. 2).

Quanto alle modalità di corresponsione dei rimborsi, il contributo è versato sulla base di quote annuali entro il 31 luglio di ogni anno.


Da indiscrezioni, sembra che quest’anno l’importo sarà così ripartito: Al Pdl 41.303.789 di euro (su un complessivo di 206.518.945), al Pd 36.046.301 di euro (su 180.231.505 totali), alla Lega 8.276.910 di euro (41.384.550), all'Udc 5.179.170 di euro (28.895.850), all'Idv 4.329.845 di euro (21.649.225), a Sinistra-Arcobaleno 1.858.244 di euro (9.291.220), a La Destra 1.240.583 di euro (6.2020.915), Mpa 955.377 euro (4.776.885), al Psi 498.351 euro (2.491.755), all'Svp 329.264 euro (1.646.320), a Svp+Autonomie 261.112 euro (1.305.560), a Valleè Aoste 44.804 euro (224.020).

 Inoltre, ci sono da evidenziare anche i rimborsi di altri movimenti e partiti politici, così come è indicato dalla Gazzetta Ufficiale n°107 del 10/5/2011:

Insieme per Bresso € 117.294,03
Io amo la Lucania € 21.064,17
La Puglia per Vendola € 197.907,24
Lista civica cittadini/e per Bonino € 74.053,10
Noi con Burlando € 49.202,09


Questi hanno ottenuto i suddetti importi a seguito delle richieste presentate al Presidente della Camera dei Deputati da parte dei loro rappresentanti legali, nonostante queste liste fossero state escluse in quanto avevano presentato in ritardo la domanda. Tuttavia, con uno slittamento dei termini di presentazione, sono rientati trai l’elenco dei “beati”.

Inoltre,in caso di scioglimento anticipato del Senato della Repubblica o della Camera dei deputati, il versamento delle quote annuali dei relativi rimborsi è comunque effettuato( ad es. com’è successo nel 2006 per la quale i partiti hanno percepito le cinque rate fino al luglio dello scorso anno per un importo complessivo di 499.645.745 euro).

I rimborsi elettorali sono posti a garanzia dell’esatto adempimento delle obbligazioni assunte dai partiti e movimenti politici. Per il soddisfacimento dei debiti dei partiti e movimenti politici maturati in epoca pregressa, è istituito un fondo di garanzia alimentato dall’1 per cento delle risorse stanziate per l’erogazione dei rimborsi elettorali (L. 157/1999, art. 6-bis).

Stando a tutto ciò, come dar torto al segretario generale della Uil, Luigi Angeletti, che ha dichiarato:” I costi della politica sono un tumore che cresce a danno dell'economia”. Secondo quanto stimato dalla sigla sindacale, fra costi diretti (18,3 miliardi) e indiretti (6,4 miliardi) ammontano a 24,7 miliardi, pari al 2% del Pil e al 12,6% del gettito Irpef.

Impressionanti i numeri che ruotano intorno alla politica: “Oltre 145mila tra parlamentari, ministri, amministratori locali di cui 1.032 parlamentari nazionali ed europei, ministri e sottosegretari; 1.366 presidenti, assessori e consiglieri regionali; 4.258 presidenti, assessori e consiglieri provinciali; 138.619 sindaci, assessori e consiglieri comunali. A questi vanno aggiunti gli oltre 12mila consiglieri circoscrizionali (8.845 nelle sole città capoluogo); 24mila persone nei consigli di amministrazione delle 7mila società, enti, consorzi, autorità di ambito partecipati dalle pubbliche amministrazioni; quasi 318mila persone che hanno un incarico o una consulenza elargita dalla pubblica amministrazione; la massa del personale di supporto politico addetto agli uffici di gabinetto dei ministri, sottosegretari, presidenti di Regione, Provincia, sindaci, assessori regionali, provinciali e comunali; i direttori generali, amministrativi e sanitari delle Asl; la moltitudine dei componenti dei consigli di amministrazione degli Ater e degli enti pubblici”.


Ed intanto che si cerca di debellare questo “male” che sembra inguaribile, i cittadini italiani pagano!


Rosy Merola