Tajani si scusa per le parole sulle donne ambasciatrici in Iran e Afghanistan

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Il ministro degli Esteri Antonio Tajani è tornato sulle dichiarazioni rilasciate venerdì durante un evento pubblico a Formello, dove aveva paragonato il centrodestra a una ragazza seria con gonne più lunghe rispetto a un'altra. Le parole avevano suscitato polemiche e accuse di sessismo.

Intervenendo sulla questione, Tajani ha voluto precisare: «Mi scuso se delle persone si sono sentite offese da quello che ho detto, ma io non ho mai pensato di offendere le donne, non l'ho mai fatto in vita mia né nella vita privata né nella vita pubblica». Il ministro ha poi aggiunto un esempio concreto del suo impegno: «Proprio a difesa del diritto delle donne ho nominato e ho voluto nominare ambasciatore in Iran e in Afghanistan due donne proprio per dare un segnale molto chiaro che in tutto il mondo non si possono calpestare i diritti delle donne».

Le scuse e il chiarimento

La precisazione arriva dopo che le sue parole avevano acceso il dibattito politico. Tajani ha ribadito di non aver mai avuto intenzione di offendere le donne, sottolineando il suo impegno personale e istituzionale sul tema. La scelta di inviare due donne come ambasciatrici in Paesi dove i diritti femminili sono particolarmente calpestati rappresenta, secondo il ministro, una prova concreta della sua attenzione alla questione.

Le reazioni politiche

La vicenda ha scatenato reazioni contrastanti nel mondo politico. Da una parte chi ha chiesto scuse formali e ha criticato il paragone definendolo stereotipato; dall'altra chi ha difeso Tajani sostenendo che si sia trattato di una battuta infelice ma non offensiva. Il ministro ha quindi cercato di chiudere la polemica con un mea culpa parziale e ribadendo la sua lotta per i diritti delle donne.

Il contesto dell'evento

L'episodio risale a venerdì, quando durante un comizio a Formello, Tajani aveva usato la metafora della ragazza seria per descrivere l'atteggiamento del centrodestra. La frase, riportata dai media, ha immediatamente generato un acceso dibattito sui social e tra le forze politiche, con molti che hanno visto nel paragone un riferimento riduttivo e antiquato al ruolo delle donne.

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Scritto da Redazione

Giornalista di InfoOggi

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