Catanzaro, 20 dicembre - Teatro 6 con Facimu sta prova in piazza prefettura
Appuntamento con Teatro 6 domani in Piazza Prefettura a Catanzaro – con inizio alle ore 18,45 - con la rappresentazione della commedia in dialetto calabrese ideata e diretta da Mario Sei.
Facimu sta prova è il titolo che l’autore ha dato a questa divertente commedia che si è aggiudicata nel 2012 il premio critica alla rassegna regionale “Calabria in Scena”, alla quale hanno preso parte circa una quarantina di compagnie provenienti da tutto il territorio calabrese, ma solo 12 si sono disputate i prestigiosi premi.
La pièce teatrale è una commedia nella commedia e racconta la storia di una regista italo-argentina ritornata in Italia con il suo vecchio padre per trovare attori ed attrici calabresi e rappresentare poi in Argentina la grande emigrazione degli anni ’40[MORE].
La regista si affida a due operai sui generis per preparare le scenografie e incappa purtroppo in un cast di attori, uno in particolare, che la faranno letteralmente disperare.
Tra le persone che si presentano per i provini anche una brava e bella cantante, Pamela Merante che intonerà nel corso della commedia Don't cry for Me Argentina, il celebre brano di Madonna.
Intenso e profondo il racconto dell’anziano padre che racconta ai due maldestri operai la sua storia di emigrazione in Argentina, le scarpe prestate dal prete del paese, la valigia di cartone, nella quale dice lui, vi era tanta disperazione e nostalgia ma anche tanti sogni, il sogno di sbarcare il lunario.
Il Premio critica riconosciuto a Mario Sei motiva la capacità di questo autore di far ridere e far riflettere nel contempo, in questo lavoro, su storie e vicende che hanno riguardato i nostri connazionali.
Allora, come ora purtroppo, si lascia il proprio paese alla ricerca di un sogno, un lavoro, una vita dignitosa, purtroppo però in cambio di tanta nostalgia per i propri luoghi, per i propri affetti, le proprie amicizie.
Facimu sta prova diverte tanto il pubblico, tante le gag simpatiche e divertenti che si mescolano a racconti di vita vissuta, di storie accadute a tanti nostri connazionali.
Quello di Mario Sei vuole essere proprio un tributo agli emigrati ma anche agli immigrati che vivono le stesse sensazioni.
L’autore ama dire che non si piange o si ride in dialetto o in italiano, per cui il teatro dialettale alla stessa stregua del teatro per cosi dire impegnato ha anche il compito di diffondere la cultura e se può anche far riflettere, divertendo.