Terza Domenica di Pasqua - Pace a voi. La conversione e il perdono dei peccati

Condividi Tweet Pin it

 VANGELO - LA CONVERSIONE E IL PERDONO DEI PECCATI (Lc 24, 25-48)
In quel tempo, [i due discepoli che erano ritornati da Èmmaus] narravano [agli Undici e a quelli che erano con loro] ciò che era accaduto lungo la via e come avevano riconosciuto [Gesù] nello spezzare il pane. Mentre essi parlavano di queste cose, Gesù in persona stette in mezzo a loro e disse: «Pace a voi!». Sconvolti e pieni di paura, credevano di vedere un fantasma. Ma egli disse loro: «Perché siete turbati, e perché sorgono dubbi nel vostro cuore? Guardate le mie mani e i miei piedi: sono proprio io! Toccatemi e guardate; un fantasma non ha carne e ossa, come vedete che io ho». Dicendo questo, mostrò loro le mani e i piedi. Ma poiché per la gioia non credevano ancora ed erano pieni di stupore, disse: «Avete qui qualche cosa da mangiare?». Gli offrirono una porzione di pesce arrostito; egli lo prese e lo mangiò davanti a loro.
Poi disse: «Sono queste le parole che io vi dissi quando ero ancora con voi: bisogna che si compiano tutte le cose scritte su di me nella legge di Mosè, nei Profeti e nei Salmi». Allora aprì loro la mente per comprendere le Scritture e disse loro: «Così sta scritto: il Cristo patirà e risorgerà dai morti il terzo giorno, e nel suo nome saranno predicati a tutti i popoli la conversione e il perdono dei peccati, cominciando da Gerusalemme. Di questo voi siete testimoni».

Pensiero di commento.
Un altro dono della risurrezione è la pace di Gesù. Con la sua pace ogni discepolo di Cristo deve vivere la sua missione. Ci saranno problemi, sofferenze, difficoltà, incomprensioni? Sempre fino a quando saremo sotto questo cielo ma con la pace del Signore vivremo ogni attimo, ogni situazione, ogni sofferenza.


Di una cosa dovrà preoccuparsi ogni discepolo: predicare la conversione e il perdono dei peccati. Ci si deve convertire a Cristo, per divenire con Lui una sola vita, un solo corpo. La conversione sempre va aggiunta al perdono dei peccati, che non è solamente assoluzione della colpa e cancellazione della pena. Il perdono dei peccati deve essere accompagnato dalla nascita della nuova creatura. Per cui la conversione non è solo abbandonare gli “Dèi” di ieri, veri, falsi, approssimativi, ma è cambiare la propria natura. Da natura di morte a natura di vita, da natura di disobbedienza a natura di obbedienza.

Mi metto in discussione
1. Quali sono i peccati ricorrenti che impediscono la mia conversione?
2. Amo il Signore se osservo i comandamenti. Quali sono i comandamenti che faccio fatica ad osservare?
3. Cosa turba eventualmente la pace del mio cuore?

Don Francesco Cristofaro