Terza domenica di Quaresima: "Dammi da bere"

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Terza domenica di Quaresima: “dammi da bere” Tutto il Vangelo di questa t...

 Terza domenica di Quaresima: “dammi da bere”  
Tutto il Vangelo di questa terza domenica di Quaresima in cui ci viene presentato l’episodio di Gesù e della Samaritana al pozzo, lo possiamo racchiudere in una sola domanda di Gesù alla donna: “dammi da bere”. Questa stessa domanda Gesù la fa sulla croce: “ho sete”. I soldati presero una canna con una spugna e gli diedero aceto. Non acqua ma aceto. Anche la samaritana in un primo momento non vuole dare da bere a Gesù, ma poi comprende la vera sete di Cristo e gli dona da bere tanta acqua.


Questa domanda di Gesù dammi da bere la fa per noi. È un invito a portagli qualche anima, a salvare qualche cuore. Gesù è assetato di anime.
Come risolve Gesù il problema? Dona lui stesso l’acqua alla samaritana. Assaporando la buona acqua la donna la vuole condividere con tutti e si fa missionaria di Cristo e conduce al “pozzo” di Cristo un’intera comunità. Se noi ci lasciamo dissetare da Cristo, allora ci preoccuperemo la prossima volta di tornare al pozzo non da soli ma con qual altro; ci preoccuperemo la prossima settimana, la prossima domenica e portare qualche anima assetata di Cristo in Chiesa a dissetarsi alla forte della Parola di Dio e dell’Eucarestia.
E’ importante che ognuno di noi oggi si chieda: Nella mia vita di cristiano, ho mai soddisfatto questo desiderio di Cristo? Ho mai portato qualche anima a Cristo? Che cristiano sono io? Non portando noi anime a Cristo, Lui non benedice la nostra giornata e la nostra vita diventa fumo che evapora.


Convertiamoci noi e aiutiamo con la grazia di Dio qualche anima a convertirsi.
Questo Vangelo, inoltre, ci insegna a valorizzare ogni incontro con l’altro. Noi possiamo incontrare una persona e lasciarla vuota o possiamo una persona e mettere nel suo cuore il seme di Dio il seme della sua Parola. La differenza è abissale. Un incontro può cambiare una vita e la vita di una comunità. Ci crediamo noi in questo? Cosa facciamo in concreto perché questo avvenga? Essere cristiano, del resto, non significa essere missionario? Il missionario non si consuma per salvare le anime?


Troviamo la giusta risposta a queste domande e vedrete che il vostro cuore non resterà in pace perché scoprirete che fino ad ora avrete fatto molto poco. Abbiate la capacità di guardarvi un po’ in giro e capirete da soli perché Cristo chiede: “dammi da bere”.


IMPEGNO SETTIMANALE: io ho l’acqua vera. Mi impegno a trovare qualche anima che la voglia bere. E di anime assetate di Dio ce ne sono a migliaia.


Don Francesco Cristofaro

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