Parola e Fede

Ti farò pescatore di uomini

CATANZARO, 24 MARZO 2012 - Oggi il sacerdote Salvatore Bilotta risponde a una coppia di sposi,  Maria e Antonio, che hanno lasciato il loro commento all'articolo "Il Progetto di Dio su di me"

D. Io e mio marito siamo sposati da 26 anni dal nostro amore è nato Andrea lui
oggi ha 16 anni. Andrea manifesta desiderio al sacerdozio come possiamo noi
genitori alimentare questo desiderio e non rischiare l'effetto contrario?
grazie Maria e Antonio [MORE]

R. Carissimi Maria e Antonio,
sono ben lieto di rispondere alla vostra domanda che ponete come genitori. Oggi si riflette poco sulla propria vocazione, ancor più su quella degli altri o dei propri figli ad esempio. Ogni vita, non lo dimentichiamo, è stata pensata da Dio fin dall’eternità con un posto ben preciso all’interno del Suo progetto di salvezza per ogni uomo. Se ne avessimo maggiore coscienza, il mondo sarebbe diverso, saremmo più felici perché c’è grande gioia nel sentirsi parte del progetto di Dio, nel pensare che siamo creature, divenute figli di Dio nel Battesimo, chiamati a una vocazione e a una missione particolari, singolari, uniche che nessun’altro al mondo, a parte noi, è in grado di portare avanti.


La vocazione è un mistero che si compie nella vita di un giovane. Lungo il mare di Galilea Gesù chiama i primi discepoli: «Venite dietro a me, vi farò diventare pescatori di uomini». Lasciano tutto e iniziano a seguire il loro Maestro (cf Mc 1,16-20). Vengono formati alla scuola della Sua Parola, della sua Carità, di quella stessa Parola che un giorno annunceranno e di quella Carità che dovranno vivere con grande intensità verso ogni uomo che incontreranno.


Il Signore chiama. Loro hanno risposto. Anche oggi il Signore chiama. Chi risponde? Chi è capace oggi di sentire, avvertire, riconoscere la voce di Cristo? Ecco che si richiede la presenza in ogni epoca della nostra storia di due figure importanti: di colui che chiama e di colui che forma. Tutti oggi possiamo farci eco della voce del Maestro: «Vuoi diventare pescatore di uomini?». Oggi il Signore si serve della nostra voce per chiamare, far sentire anche interiormente una chiamata. Anche voi come genitori potete proporre questa via di speciale dedizione al regno dei cieli. Si propone. Si aiuta a scoprire la propria chiamata. Si fa vedere come la via del sacerdozio, della vita consacrata siano frutto del grande amore che Dio nutre per noi.
Il chiamato inizia dal momento del suo Si al Signore una storia d’amore, di completo abbandono a Lui, di totale servizio alla causa del Regno. La chiamata, quando è vera, non può avere una risposta indecisa. Può essere “tribolata” nel discernimento, nella prima riflessione ma non dopo la scelta. Quando il Signore decide di abitare un cuore, a quel cuore non manca nulla. È più colmo dell’intero universo perché Dio vi prende stabile dimora. L’amore porta in sé gli effetti della stabilità e fa svanire qualsiasi incertezza o dubbio. L’amore si sente.


Ciò che sento di dirvi è di far sì che l’idea di questa via non venga messa da parte. Il Signore si serve di tanti modi poi, di diverse persone e situazioni per rinforzare sempre più la consapevolezza della chiamata. A voi genitori è affidato il compito di vigilare, di essere di sostegno, di essere i primi testimoni di come si vive una chiamata del Signore e oggi siamo tutti chiamati alla verità, alla sua giustizia, ad una fedeltà robusta, forte, che non tramonta mai. Che il Signore vi possa concedere la grazia di questa fedeltà perché vostro figlio abbia la forza di rispondere alla sua chiamata particolare gettando le sue fondamenta stabili sul vostro Si dato al Signore e alla Vergine Maria in ogni giorno della vostra vita. Vi affido alla nostra Madre celeste e vi invito ad affidare anche vostro figlio alle sue cure. Non c’è vocazione che non nasca per mezzo della preghiera. Non dimenticate anche il santo sacerdote scelto e seguito come guida spirituale. È Lui a compiere con il chiamato il cammino di discernimento e di accompagnamento verso la scelta matura e definitiva.
Don Salvatore