Lo avevamo lasciato in piazza del Duomo a Milano quando, ormai certo della sua vittoria, aveva salutato il pubblico con il suo gesto, due colpi a pugno chiuso sul cuore e poi lo sparo. Il segno di Alberto Contador sul Giro d’Italia del centenario. Più che un segno, un graffio. Un Giro dominato sin dall’arrivo a Tropea quando è uscito dal gruppo negli ultimi chilometri e ha tentato di acchiappare Oscar Gatto. Il madrileno ha dato prova di straordinaria forza e forma fisica ed è stato capace di dominare un Giro d’Italia che appariva molto incerto, ipotecando la maglia rosa per sé e lasciando a Nibali e Scarponi la contesa per i gradini più bassi del podio. [MORE]
Nell’attesa che il TAS (Tribunale Arbitrale dello Sport) si pronunci sul caso di doping contestato a Contasor durante il Tour 2010, che potrebbe costargli tutti i titoli acquisiti da allora in poi, il trionfatore di 2 Giri e 3 Tour e una Vuelta sta provando le asperità del prossimo Tour de France, che partirà il 2 luglio dalla storica regione della Vandea. Contador si trova ai piedi di due salite celebri e celebrate come l’Izoard, cantato da Gino Paoli nella sua canzone “Coppi” e dal Vars. Qui si sta allenando con alcuni compagni di squadra della Saxo Bank. Un allenamento intensivo sulle asperità alpine più dure. Nei giorni scorsi ha provato il Monginevro e il colle di Pramartino.
Lungo la strada, Contador è stato salutato festosamente dai residenti del posto. Un fatto curioso. Generalmente chi vincein bicicletta non è mai così amato. I Francesi per esempio stavano quasi tutti con Raymond Poulidor e pochi con Anquetil e Hinault. Contador invece è sempre disponibile, molto educato e gentile con tutti, non nega mai un sorriso a nessuno.
Le prove generali proseguono lungo le Alpi, che tanto hanno impressionato il ciclista iberico che di certo ha più paura delle discese che delle salite tanto che ha seminato tutti i suoi compagni di squadra lungo la salita di Pramartino. In piedi sui pedali, come se ballasse il tip tap.
Contador sulla scia di Pantani? Forse. Il compianto ciclista romagnolo è stato l’ultimo a centrare l’accoppiata Giro- Tour nel 1998 e da allora nessun altro. Ma il pistolero di Pinto (sobborgo di Madrid) ha in mente qualcosa che nessuno, neanche il grande Eddie Merckx ha mai pensato: vincere nello stesso anno, Giro, Tour e Vuelta. Di certo, se mantiene la forma vista all’ultimo Giro, non sarebbe da escludere questa clamorosa tripletta. Forse non sarà possibile quest’anno, ma Contador ci ha abituati a colpi di scena come quello di Tropea.
Intanto scalda i muscoli per il Tour, che lo vedrà impegnato contro avversari del calibro dei fratelli Andy e Franck Schleck e dello stesso Ivan Basso, che sembra in netta ripresa dopo le ultime prestazioni poco brillanti. Basso sembra essere l’avversario più temuto di Contador, che nei prossimi giorni scalerà il Colle dell’Agnello e il Galibier, per poi arrampicarsi sull’Alpe d’Huez. Dato che si trova in Savoia, prova anche la tappa a cronometro di Grenoble che chiude la Grande Boucle prima del defilé sugli Champs Elysées. Per il Matador Rosa il Tour è già cominciato.
Giovanni Dimita