Traffico internazionale di droga tra Spagna e Sicilia: 12 arresti tra Catania e Barcellona

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Smantellata organizzazione criminale con base nella provincia di Catania: sequestri per oltre un milione di euro

Un’importante operazione contro il traffico internazionale di stupefacenti ha portato a 12 arresti tra Italia e Spagna. L’intervento congiunto della Guardia di Finanza e della Policía Nacional ha consentito di smantellare un’organizzazione criminale radicata nella provincia di Catania e attiva stabilmente sull’asse con Barcellona.

L’operazione ha portato al sequestro di oltre 900 chilogrammi di hashish e marijuana, 1.670 piante di cannabis coltivate in serre indoor e beni per un valore complessivo di circa un milione di euro.

La rotta della droga: dalla produzione in Spagna allo spaccio in Sicilia

Secondo quanto emerso dalle indagini, il sodalizio criminale operava lungo una vera e propria rotta internazionale della droga, con un’organizzazione strutturata e ruoli ben definiti.

Al vertice del gruppo un uomo originario di Catania, classe 1979, trasferitosi in Spagna, che coordinava l’intera filiera:

  • Produzione di marijuana e hashish in piantagioni indoor a Barcellona
  • Organizzazione delle spedizioni verso la Sicilia
  • Distribuzione nelle piazze di spaccio della Sicilia orientale
  • Gestione del flusso di denaro contante di ritorno verso la Spagna

La struttura criminale funzionava come un’impresa organizzata: chi curava la coltivazione, chi si occupava delle spedizioni, chi gestiva la vendita al dettaglio e chi trasportava fisicamente i proventi dello spaccio.

Le perquisizioni eseguite contemporaneamente in Italia e Spagna hanno permesso di individuare:

  • 1.670 piante di cannabis coltivate in tre piantagioni indoor
  • Strutture attrezzate con impianti di illuminazione, ventilazione e sistemi di irrigazione
  • Oltre 40.000 euro in contanti
  • Una piantagione di canapa indiana a Mascali
  • Alcune armi detenute illegalmente

Il bilancio complessivo dell’operazione parla di oltre 900 chili di sostanze stupefacenti sequestrate, un quantitativo che avrebbe alimentato il mercato dello spaccio in Sicilia per mesi.

L’errore del capo: il rientro clandestino in Italia

A tradire il presunto capo dell’organizzazione sarebbe stata la sua stessa imprudenza. Già arrestato in Spagna per possesso di marijuana e sottoposto al divieto di espatrio, l’uomo avrebbe fatto rientro clandestinamente a Catania.

Il GICO del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria lo ha individuato e arrestato. In manette sono finiti anche:

  • La compagna, che seguiva direttamente la coltivazione nelle serre spagnole, occupandosi dei trattamenti antiparassitari e della valutazione dello stupefacente prima della spedizione
  • Tre soggetti incaricati di trasportare in contanti i proventi della droga dalla Sicilia alla Spagna
  • Altri complici coinvolti nella gestione logistica e distributiva

Cooperazione internazionale contro il traffico di stupefacenti

L’operazione dimostra l’efficacia della cooperazione internazionale tra forze di polizia nella lotta al narcotraffico tra Spagna e Italia. Il fenomeno delle coltivazioni indoor in territorio iberico rappresenta da anni una delle principali fonti di approvvigionamento per il mercato italiano.

Le indagini hanno ricostruito un sistema criminale stabile, capace di operare su scala transnazionale e di movimentare ingenti quantità di droga e denaro contante.

Un colpo al narcotraffico tra Sicilia e Spagna

L’arresto dei 12 indagati e il sequestro dei beni rappresentano un duro colpo al traffico di droga tra Catania e Barcellona, una rotta che negli ultimi anni ha assunto un ruolo strategico nei flussi dello spaccio nel Sud Italia.

L’operazione conferma l’attenzione delle autorità nel contrasto alle organizzazioni criminali che sfruttano collegamenti internazionali per alimentare il mercato degli stupefacenti, con un impatto diretto sulla sicurezza del territorio e sull’economia legale.

La lotta al traffico internazionale di cannabis e hashish resta una priorità, soprattutto in aree come la Sicilia orientale, storicamente esposte alle infiltrazioni della criminalità organizzata.

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Scritto da Redazione

Giornalista di InfoOggi

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