Tropea laboratorio del turismo sostenibile accordo tra Parchi Marini e Arpacal per tutelare la Costa degli Dei

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Monitoraggio scientifico rete dei diving e nuove competenze professionali al centro di una strategia che punta a trasformare le aree protette calabresi in un modello di gestione e fruizione responsabile

Tropea diventa punto di riferimento per una nuova visione del mare calabrese, fondata sulla tutela degli ecosistemi, sulla collaborazione tra istituzioni e sulla promozione di un turismo più consapevole. Dalla celebre località della Costa degli Dei prendono forma due iniziative strategiche: l’accordo tra l’Ente Parchi Marini Regionali della Calabria e Arpacal e la creazione di una cabina di regia dedicata al coordinamento della rete dei diving calabresi.

L’obiettivo è passare dai principi generali della salvaguardia ambientale ad azioni concrete, capaci di integrare dati scientifici, monitoraggio del mare, formazione professionale e fruizione sostenibile delle aree protette.

L’accordo tra Parchi Marini Regionali e Arpacal

La sottoscrizione dell’accordo programma quadro rafforza la cooperazione istituzionale tra l’Ente Parchi Marini Regionali e l’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente della Calabria.

La collaborazione riguarderà diversi ambiti:

  • redazione dei piani integrati dei Parchi Marini Regionali
  • monitoraggio degli ecosistemi e della biodiversità
  • pianificazione delle attività nei diversi settori
  • sviluppo di progetti condivisi
  • raccolta e analisi dei dati ambientali
  • gestione coordinata degli interventi in mare e lungo le coste

Arpacal metterà a disposizione le proprie competenze tecniche e scientifiche, mentre l’Ente Parchi garantirà la presenza operativa nei territori e nelle aree marine interessate. A coordinare il lavoro sarà una cabina di regia paritetica, composta dai rappresentanti dei due enti.

Il modello punta a rendere più efficaci le politiche di protezione ambientale, assicurando continuità tra ricerca scientifica, pianificazione e interventi concreti.

Una cabina di regia per la rete dei diving calabresi

Il secondo passaggio riguarda il coordinamento dei centri diving della Calabria, chiamati a svolgere un ruolo sempre più importante nella conoscenza e nella valorizzazione dei fondali.

Le attività subacquee, se organizzate nel rispetto degli habitat naturali, possono contribuire alla promozione delle aree protette e alla diffusione di una maggiore consapevolezza ambientale. La cabina di regia servirà a mettere in rete operatori, competenze ed esperienze, favorendo standard condivisi e modalità di accesso responsabili.

La collaborazione potrà inoltre sostenere la formazione di guide e operatori specializzati, capaci di accompagnare visitatori, ricercatori e professionisti durante le immersioni.

Nuove professionalità per le produzioni audiovisive subacquee

All’iniziativa ha partecipato anche la Fondazione Calabria Film Commission. Il direttore Giampaolo Calabrese ha evidenziato la necessità di formare nuove figure professionali, comprese quelle in grado di assistere le produzioni cinematografiche e audiovisive durante le riprese nei fondali marini.

La Calabria dispone infatti di un patrimonio naturale che può diventare scenario per documentari, film e altri progetti visivi. Per valorizzarlo servono però competenze tecniche specifiche, conoscenza del territorio e attenzione alla sicurezza e alla protezione degli ecosistemi.

Il rapporto tra mare, cinema e formazione potrebbe così aprire nuove opportunità lavorative, rafforzando nello stesso tempo la promozione della regione attraverso immagini capaci di raccontarne anche il patrimonio sommerso.

Mare Dentro porta sul Tirreno la tutela ambientale concreta

Gli accordi sono stati presentati durante la quinta tappa di Mare Dentro, la prima organizzata sul versante tirrenico della Calabria. L’appuntamento ha mostrato come un’area protetta possa essere vissuta e frequentata in maniera ordinata, senza rinunciare alle attività turistiche.

Un esempio è rappresentato dai campi boa, strumenti che consentono l’ormeggio delle imbarcazioni limitando l’uso indiscriminato delle ancore. Questo sistema contribuisce a proteggere i fondali e, in particolare, gli habitat più delicati, conciliando la presenza dei visitatori con le esigenze di conservazione.

La tutela del mare, quindi, non viene considerata come un ostacolo al turismo, ma come una condizione indispensabile per garantirne la qualità e la continuità nel tempo.

Tropea oltre il turismo balneare

Il sindaco di Tropea, Giovanni Macrì, ha sottolineato l’importanza del lavoro sociale e comunicativo necessario per superare l’immagine della città come semplice destinazione estiva.

La forza di Tropea non risiede soltanto nella bellezza delle spiagge e del mare, ma anche nella capacità di trasmettere al visitatore il proprio genius loci, la storia e l’identità della comunità. Cultura, tradizioni e paesaggio devono entrare a far parte di un racconto unitario e riconoscibile.

In questa prospettiva, ambiente, agricoltura e turismo rappresentano i tre elementi di una stessa strategia territoriale. La loro integrazione può migliorare la reputazione della destinazione, sostenere il marketing territoriale e favorire la destagionalizzazione del turismo, attirando visitatori interessati a esperienze autentiche durante tutto l’anno.

La Costa degli Dei come modello di sviluppo sostenibile

Le iniziative avviate a Tropea delineano un sistema nel quale istituzioni, organismi scientifici, operatori subacquei e settore audiovisivo lavorano verso obiettivi comuni.

La Costa degli Dei può così diventare un laboratorio per la gestione delle aree marine protette calabresi, coniugando conservazione della biodiversità, accesso regolamentato, formazione e crescita economica.

La sfida sarà trasformare gli accordi in interventi continuativi e verificabili. Monitoraggio, responsabilità condivisa e coordinamento saranno determinanti per proteggere il patrimonio marino e renderlo una risorsa duratura per le comunità locali e per l’intera Calabria.

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Scritto da Redazione

Giornalista di InfoOggi

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