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Troppe prostitute, tagliamo il bosco

Abruzzo

TERAMO – Quando “stroncare” è usato in senso rigorosamente letterale di solito si pensa al disboscamento della foresta amazzonica o di altri polmoni verdi, che vengono ridotti per ragioni economiche, siano esse legate al petrolio, come alle coltivazioni industriali, agli allevamenti o alla speculazione edilizia. Era però difficile ipotizzare che il disboscamento potesse essere legato alla lotta alla prostituzione. In Abruzzo infatti, nel teramano, la giunta regionale ha deciso di tagliare gli alberi lungo la strada provinciale Bonifica del Tronto, perché favorirebbero le prostitute, che oltre a sfuggire ai controlli delle forze dell’ordine, consumerebbero i propri rapporti opportunamente occultate dalle fronde della rigogliosa vegetazione.[MORE]
Chissà se la senatrice Lina Merlin poteva mai immaginare che la sua legge del 1958 avrebbe provocato il taglio di 30 ettari di bosco.

Le associazioni ambientaliste il Wwf, la Lipu e Pro Natura, hanno subito protestato contro questa decisione, che ritengono assurda, controproducente per tutti e di scarsa efficacia.
Le associazione hanno redatto un comunicato alquanto ironico: “Favoreggiamento della prostituzione: rei di questo grave reato migliaia di alberi verranno presto passati per le motoseghe lungo il fiume Tronto, nel versante abruzzese. Dalla Festa dell’Albero, promossa in questi anni per sensibilizzare i giovani alla difesa della natura, con nonchalance gli stessi enti sembrano ora voler passare a…fare la festa all’albero.
Dopo appostamenti, indagini (ma non pedinamenti, in considerazione della natura dei soggetti indiziati) – prosegue la nota delle tre associazioni – sono alcuni enti ed istituzioni, tra cui la Regione Abruzzo, a stabilire che gli alberi, rei di essere nati e cresciuti lungo il loro habitat naturale, il fiume Tronto, offrivano rifugio alle decine di prostitute che vengono sfruttate lungo la Bonifica del Tronto.
Le istituzioni – aggiungono – non hanno applicato neanche le attenuanti generiche. Tra queste l’aver assorbito migliaia di tonnellate di anidride carbonica e aver reso all’uomo prezioso ossigeno; l’aver creato una fascia di filtro affinché pesticidi, diserbanti e fertilizzanti in agricoltura non arrivassero nelle acque del fiume; l’aver dato ospitalità e rifugio a decine di migliaia di animali in un territorio divenuto sempre più ostile alla vita; l’aver difeso dall’erosione dei suoli un’importante area collinare”.
Wwf, Lipu e Pro Natura riferiscono che, in base a quanto calcolato dai tecnici del locale Consorzio di Bonifica, se questo provvedimento fosse messo in atto, in tre mesi di lavoro si taglierebbe la vegetazione in una superficie di circa 30 ettari. Pertanto le tre associazioni rivolgono un accorato appello “per fermare un’azione priva di qualsiasi senso”. E propongono provvedimenti alternativi da mettere in atto per combattere il fenomeno della prostituzione: “Si fermino le motoseghe e si affronti questa situazione moltiplicando l’assistenza sociale e le azioni volte ad alleviare il disagio, senza prendersela con gli alberi e reprimendo, invece, con ancora più forza chi sfrutta decine di donne”.