Le truffe del finto carabiniere continuano a mietere vittime, soprattutto tra gli anziani. Nelle ultime settimane, episodi di questo tipo si sono verificati anche in provincia di Ancona, dove la Questura ha diffuso un avviso per mettere in guardia la cittadinanza. Il fenomeno, diffuso a livello nazionale, sfrutta la buona fede e la paura delle persone per estorcere denaro e preziosi.
Il modus operandi dei truffatori
Lo schema è collaudato e si articola in più fasi, studiate per non lasciare alla vittima il tempo di riflettere. Tutto inizia con una telefonata, spesso sul telefono fisso, durante la quale un sedicente carabiniere, a volte con un grado elevato per apparire più credibile, riferisce di una rapina appena avvenuta, sovente ai danni di una gioielleria o con l'auto di un familiare. Con la scusa di dover “controllare” l'oro e i preziosi custoditi in casa per accertare che non siano provento del reato, il truffatore convince la vittima a collaborare.
A questo punto entra in gioco un complice: in alcuni casi la vittima viene invitata a incontrarlo in strada per consegnargli i gioielli; in altri è il complice a presentarsi direttamente all'abitazione, talvolta strappando di mano i beni; in altri ancora la persona viene convinta a recarsi in caserma, allontanandola da casa, mentre il complice si introduce nell'abitazione approfittando di un momento di distrazione. Non di rado, subito dopo la consegna, la vittima viene ricontattata e invitata a effettuare un bonifico bancario. Il danno economico segnalato varia tra i duemila e i cinquemila euro, a cui si aggiunge il valore affettivo degli oggetti sottratti.
I consigli della Polizia di Stato
La Questura di Ancona ribadisce che le Forze dell'ordine non chiedono mai, né per telefono né a domicilio, di consegnare denaro, gioielli o altri beni di valore, né di effettuare bonifici, e non inviano incaricati a ritirarli. In caso di dubbio, è fondamentale interrompere la conversazione e chiamare personalmente il Numero Unico di Emergenza 112, fornendo tutti gli elementi utili come il numero di provenienza della chiamata e la descrizione delle persone. Un ruolo cruciale spetta anche a familiari, vicini e caregiver, che devono parlare con gli anziani e sensibilizzarli su questi rischi.
Prevenzione e strumenti di segnalazione
Per contrastare il fenomeno, la Questura ha rafforzato i servizi di controllo del territorio, con particolare attenzione alle zone interessate dagli episodi e ai luoghi frequentati dalle persone anziane. L'attività di prevenzione si accompagna a un costante raccordo con le altre Forze di polizia e a iniziative di informazione rivolte ai cittadini, tra cui incontri pubblici in programma per far conoscere le misure di prevenzione.
Oltre al 112, canale prioritario per le emergenze, la Polizia di Stato mette a disposizione l'app gratuita YouPol, con cui è possibile inviare segnalazioni anche in forma anonima, corredate da foto, video e audio, e dialogare in chat con gli operatori. L'app non sostituisce i canali ordinari per la denuncia, ma rappresenta un utile strumento di collaborazione, ad esempio per segnalare persone o veicoli sospetti o condividere informazioni utili alla prevenzione.