L'amministrazione statunitense ha deciso di alzare il tiro contro la Corte Penale Internazionale (CPI), imponendo un pacchetto di sanzioni di vasta portata che mira a colpire i canali finanziari e operativi dell'istituzione con sede all'Aja. La misura, annunciata dal segretario di Stato Marco Rubio, rappresenta un'escalation senza precedenti nel braccio di ferro tra Washington e il tribunale internazionale.
Colpire i rapporti con banche e aziende
Le nuove sanzioni sono progettate per compromettere i rapporti della CPI con banche, compagnie assicurative e aziende informatiche, rendendo difficoltose le normali operazioni finanziarie e logistiche della corte. L'obiettivo dichiarato è quello di isolare l'istituzione e limitarne l'autonomia.
Le parole di Rubio
"Vieteremo le transazioni con questa corte canaglia, tagliandone le sue risorse e paralizzandone la capacità operativa", ha dichiarato Rubio, aggiungendo che "il presidente Trump non permetterà mai alla CPI di perseguire cittadini americani". Una posizione che conferma la linea dura dell'amministrazione verso qualsiasi forma di giurisdizione sovranazionale che possa mettere sotto accusa personale statunitense.
Implicazioni e reazioni
La mossa potrebbe avere ripercussioni significative sull'attività della corte, che da anni indaga su crimini di guerra e violazioni dei diritti umani in diverse aree del mondo. Le sanzioni potrebbero inoltre complicare la cooperazione internazionale e alimentare tensioni con gli alleati europei, storicamente sostenitori della CPI.
Le reazioni internazionali non si sono fatte attendere. L'Unione europea ha definito "profondamente deplorevole" l'annuncio delle sanzioni, assicurando che adotterà le misure necessarie per garantirne l'operatività e tutelare gli interessi delle aziende europee. Anche l'Italia si è detta contraria alle sanzioni, ribadendo il proprio sostegno all'indipendenza e all'imparzialità della CPI e auspicando un dialogo con gli Stati Uniti. Una presa di posizione che conferma la distanza tra Washington e i partner europei sulla questione.