Gli Stati Uniti intensificano gli attacchi contro Teheran. Cresce la tensione nello Stretto di Hormuz, mentre l'Iran risponde con nuove azioni militari nella regione e minacce ai Paesi che sostengono Washington.
La crisi tra Stati Uniti e Iran entra in una nuova fase. Dopo tre notti consecutive di bombardamenti, il presidente americano Donald Trump ha annunciato l'intenzione di proseguire l'offensiva militare contro Teheran, indicando tra i principali obiettivi anche il presunto sito nucleare sotterraneo di Pickaxe Mountain, ritenuto uno dei complessi più protetti del programma nucleare iraniano.
La nuova escalation arriva dopo la comunicazione ufficiale inviata dal presidente al Congresso americano sulla ripresa delle operazioni militari contro la Repubblica Islamica, con il rischio di un ulteriore allargamento del conflitto in Medio Oriente.
Trump: "Colpiremo ancora, anche Pickaxe Mountain è un obiettivo"
Nel corso di un'intervista radiofonica e successivamente attraverso dichiarazioni pubbliche, Donald Trump ha confermato che la campagna militare americana proseguirà senza rallentamenti.
Il presidente ha affermato che gli Stati Uniti continueranno a colpire obiettivi strategici iraniani "oggi e domani", sostenendo che il memorandum d'intesa raggiunto nelle scorse settimane con Teheran non abbia più alcun valore.
Tra i bersagli indicati da Trump figura anche Pickaxe Mountain, un complesso di tunnel sotterranei situato nei pressi di Natanz, a circa 300 chilometri da Teheran. Secondo diverse analisi militari, il sito sarebbe destinato ad attività legate al programma nucleare iraniano e risulterebbe estremamente difficile da distruggere, essendo scavato in profondità nella montagna e protetto da sofisticati sistemi di difesa.
Terza notte di bombardamenti americani sull'Iran
Il Comando Centrale degli Stati Uniti (CENTCOM) ha confermato l'avvio di una nuova ondata di attacchi nella notte iraniana, proseguendo così le operazioni iniziate nei giorni precedenti.
Secondo quanto riferito dai media internazionali, nelle ore successive sono stati osservati numerosi velivoli militari americani in volo tra il Golfo Persico, il Golfo di Oman e l'Arabia Saudita.
Tra gli aerei individuati figurano:
- aerocisterne KC-135R e KC-46A;
- velivoli radar E-3B Sentry;
- aerei da pattugliamento marittimo P-8 Poseidon;
- mezzi destinati alla ricognizione e al supporto operativo.
La presenza di questi assetti conferma l'ampiezza delle operazioni militari in corso.
Lo Stretto di Hormuz torna al centro della crisi
Uno dei punti più delicati della nuova escalation riguarda lo Stretto di Hormuz, passaggio fondamentale per il commercio mondiale di petrolio.
Trump ha annunciato che gli Stati Uniti intendono assumere il controllo della sicurezza dello stretto, arrivando persino a sostenere che Washington dovrebbe ricevere una quota sulle merci che attraversano quel tratto di mare.
Nonostante le dichiarazioni americane, i dati sul traffico navale mostrano un drastico rallentamento dei transiti, segnale delle forti preoccupazioni per la sicurezza della navigazione.
Missili iraniani contro petroliere: un morto nello Stretto di Hormuz
La risposta iraniana non si è fatta attendere.
Secondo le autorità degli Emirati Arabi Uniti, due petroliere battenti bandiera emiratina sarebbero state colpite da missili mentre attraversavano lo Stretto di Hormuz.
L'attacco avrebbe provocato:
- un membro dell'equipaggio deceduto;
- otto feriti, alcuni dei quali in condizioni gravi;
- incendi a bordo delle due navi, successivamente domati dagli equipaggi.
Abu Dhabi ha definito l'episodio una grave violazione del diritto internazionale e ha annunciato di riservarsi il diritto di rispondere.
Teheran rivendica attacchi contro strutture Usa in Bahrein
Le autorità iraniane hanno inoltre dichiarato di aver colpito obiettivi militari statunitensi in Bahrein.
Secondo quanto sostenuto dalla Guardia Rivoluzionaria, sarebbero stati centrati:
- depositi logistici di armi;
- infrastrutture per comunicazioni satellitari;
- sistemi radar;
- installazioni collegate alla Quinta Flotta della Marina americana.
Al momento non risultano conferme indipendenti sull'entità dei danni riportati dalle strutture statunitensi.
La Giordania intercetta missili iraniani
Nelle stesse ore la Giordania ha comunicato di aver abbattuto quattro missili iraniani entrati nel proprio spazio aereo.
Le autorità militari hanno precisato che i sistemi di difesa sono intervenuti senza che si registrassero vittime o danni sul territorio nazionale.
L'episodio evidenzia come il conflitto stia coinvolgendo sempre più direttamente diversi Paesi dell'area.
L'Iran minaccia gli alleati degli Stati Uniti
Da Teheran è arrivato anche un duro avvertimento rivolto ai Paesi che dovessero sostenere militarmente gli Stati Uniti.
Le autorità iraniane hanno dichiarato che qualsiasi forma di supporto logistico o operativo a Washington verrà considerata un atto di guerra contro la Repubblica Islamica, prospettando il rischio di un'estensione del conflitto a tutta la regione.
Il rischio di un'escalation regionale cresce
Le ultime ore confermano un rapido deterioramento della situazione in Medio Oriente.
Da una parte gli Stati Uniti hanno intensificato le operazioni contro infrastrutture strategiche iraniane e minacciano nuovi attacchi contro il programma nucleare di Teheran. Dall'altra, l'Iran rivendica azioni militari contro obiettivi americani e lancia nuovi messaggi di deterrenza verso gli alleati di Washington.
Con lo Stretto di Hormuz sempre più al centro dello scontro e il coinvolgimento di Paesi come Bahrein, Giordania, Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti, il rischio di un conflitto regionale su larga scala appare oggi più concreto che mai.