NAPOLI, 25 LUGLIO 2011 – Quello cui si è sempre cercato di non pensare, nonostante tutto, nonostante i sacchetti aperti, la puzza rivoltante, le pozzanghere nere, i rivoli di percolato, spostando i pensieri e le preoccupazioni sullo schifo e il disgusto del momento, quello cui si è sempre cercato di non pensare era che anche il futuro delle famiglie campane potesse essere irrimediabilmente segnato dalla crisi rifiuti, colpito dalla malattia. L’Innominato si è invece materializzato sempre più spesso, manifestando il collegamento con la monnezza in tutta la sua irreversibilità. [MORE]
Alcuni medici dell’area vesuviana hanno preso in considerazione dati molto precisi relativi alla popolazione residente a Terzigno, forniti da alcuni movimenti autoctoni di volontariato, e hanno certificato che addirittura ogni famiglia vive il dramma della malattia, che ha colpito almeno uno dei suoi membri. Il legame tra tumori e rifiuti, che da anni invadono le strade, è reso ancor più evidente dai risultati specifici cui hanno condotto le indagini mediche: il 41 per cento dei casi di tumore si registra nelle famiglie che abitano le strade proprio attorno alla cava Ranieri (una discarica che sarebbe dovuta essere provvisoria, ma che è attiva ormai già dal Duemila). Angosciante è, insomma, l’esito del censimento condotto dai medici. L’allarme è stato colto dal PD, che, attraverso un avviso partito dalla segreteria provinciale, ha annunciato la necessità di bonifiche continue e di costanti controlli sanitari su tutto il territorio, fino all’istituzione di un vero e proprio “Registro dei tumori”. Gli strascichi della crisi – dalla quale, va tenuto presente, non si è comunque ancora usciti – sembrano essere ancora più temibili della crisi stessa.
Antonio Mileo
(foto dalla rete)