ANKARA, 2 SETTEMBRE 2011- Il ministro degli esteri turco Ahmet Davutoglu ha preso la decisione di espellere l’ambasciatore israeliano e sospendere i contratti militari con Israele, causando così un deterioramento dei rapporti diplomatici tra i due paesi. I provvedimenti sono stati adottati dopo le mancate scuse del governo di Tel Aviv, in merito all’incidente del 31 maggio 2010, e dopo la pubblicazione delle conclusioni dell’inchiesta commissionata dall’ONU. [MORE]
Nel mese di maggio dell’anno scorso, infatti, la ‘’Freedom Flotilla per Gaza’’, flotta che trasportava un carico di merci e aiuti umanitari, tentò di violare il blocco di Gaza, ma fu intercettata dalle navi israeliane e bloccata. Cinque delle sei navi furono fermate senza violenza, ma gli attivisti della nave più grande della flotta si scontrarono con le forze speciali israeliane che erano discese sul ponte della loro nave. In quello scontro, nove attivisti turchi rimasero uccisi e, delle forze israeliane, 10 commandos furono feriti, due di questi gravemente.
Il governo israeliano aveva preannunciato che non avrebbe permesso la violazione del blocco. Ma, anche il rapporto Palmer delle Nazioni Unite, dichiarava che la reazione degli israeliani era stata eccessiva, nonostante venisse riconosciuto legittimo il blocco di Gaza.
Il presidente turco Abdullah Gul ha dichiarato che le misure adottate oggi ‘’costituiscono un primo passo’’ e non precludono l’adozione di ulteriori provvedimenti in seguito. Le misure attuali mirano a dare un segnale forte, e cioè che gli incidenti del passato non possono essere dimenticati. Per adesso, l’ambasciatore e ogni personalità di rango superiore a quello di secondo segretario rientreranno nel loro paese entro mercoledì prossimo.
Claudia Candelmo