ISTANBUL, 13 MARZO 2014 – Il funerale di Berkin Elvan di ieri a Istanbul ha trasformato la città e gran parte della Turchia in un vero e proprio campo di battaglia, dove hanno perso la vita due persone e in centinaia sono rimasti feriti. Nemmeno la commemorazione ha fermato le violenze, con la polizia che aveva l'ordine preciso di evitare qualsiasi accenno di marcia o corteo, a qualsiasi costo. Nel corso della serata, una rissa è esplosa nella zona di Osmanbey, l'area più “calda” dei disordini di ieri, tra due gruppi, a seguito della quale un ragazzo di 22 anni, Burak Can Karamanoglu, ha perso la vita. Le autorità hanno parlato di “armi da fuoco” spuntate fuori durante la baruffa, mentre il partito di maggioranza ci ha tenuto a precisare che, all'ora del decesso, “non vi erano forze di polizia nell'area”.
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Nel frattempo, nella città di Tunceli, Ahmet Kucuktag, un poliziotto ha perso la vita dopo essere svenuto in una volante. I dottori hanno spiegato che le condizioni dell'uomo sono peggiorate a causa di una lunga esposizione ai gas lacrimogeni, aspetto in seguito categoricamente smentito dalla polizia, che ha spiegato che nessuno è autorizzato a partecipare a certe operazioni senza avere in dotazione una maschera antigas.
Foto: hurriyetdailynews.com
Dino Buonaiuto (Corrispondente dalla Turchia)