LICE (TURCHIA), 9 GIUGNO 2014 – Due manifestanti sono stati uccisi e molti sono rimasti feriti, negli scontri con l'esercito turco nella città curda di Lice, scontri causati dal tentativo di impedire la costruzione di nuove basi militari. Le autorità del comune di Lice hanno riferito che la polizia ha lanciato gas lacrimogeni alle tende che ospitavano i manifestanti, uccidendo il 24enne Ramazan Baran e il 45enne Baki Akdemir.
In migliaia si sono riversati per le strade nei giorni scorsi nel distretto di Lice di Diyarbakir, con aspri toni di protesta rivolti al partito di maggioranza dell'AKP, chiamando in causa, oltre alla questione delle basi militari, anche all'atavica questione curda in Turchia. Molti residenti hanno fatto sapere che i militari turchi hanno preso parte alle operazioni di sgombero dei manifestanti, incendiando tende e aprendo il fuoco. In risposta, la gente ha cominciato a bloccare il traffico cittadino.
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Le critiche più pesanti arrivano per l'utilizzo di proiettili veri da parte della polizia e dell'esercito sulla popolazione, come testimonia un avvocato che ha assistito all'autopsia delle vittime, che hanno riportato ferite da arma da fuoco. I manifestanti hanno dichiarato che lo scopo delle manifestazioni erano solo dirette a creare un ulteriore canale di dialogo con il governo centrale di Ankara, come ulteriore passo al processo di pace in corso già da circa un anno, ma in risposta “la polizia e i militari ci hanno attaccati”.
I leader del principale partito curdo, il BHP, ha avvertito Ankara che le dimostrazioni continueranno finché non verrà fermata la costruzione delle basi militari; in cambio, il PKK, il gruppo terrorista curdo, si impegnerà a ritirare diversi suoi combattenti dai fronti ancora caldi.
Foto: hurriyetdailynews.com
Dino Buonaiuto