BERGAMO, 4 DICEMBRE - Ottavo giorno di ricerche a Brembate & dintorni, ma di Yara Gambirasio ancora nessuna notizia.
Lettere anonime, presunti avvistamenti rivelati in modo tardivo, testimoni e voyeur dell'ultimo minuto: l'obiettivo dei media ha favorito la crescita esponenziale di testimonianze e segnalazioni sulla scomparsa della 13enne. Purtroppo però della studentessa scomparsa una settimana fa dalla quiete di Brembate Sopra, in provincia di Bergamo, continua a non esserci traccia.[MORE]
Nella giornata di ieri le ricerche sono state estese a diversi comuni della provincia bergamasca dopo che nei giorni scorsi l'attenzione si era focalizzata esclusivamente su Brembate e la confinante Mapello.
Come in tutti i casi di scomparsa che diventano oggetto di forte attenzione mediatica, anche per Yara dunque si moltiplicano gli elementi al vaglio degli investigatori che ieri avevano riascoltato i vicini di casa della famiglia Gambirasio, tra cui, con il Pm Letizia Ruggeri, il 19enne Enrico Tironi che domenica scorsa prima raccontò ai giornalisti tv di aver visto la 13enne salire su un'auto con due uomini, e poi davanti ai carabinieri smentì tutto finendo così denunciato per procurato allarme e falso ideologico.
Ieri mattina gli inquirenti hanno catalogato un giubbino nero simile a quello che indossava la piccola Gambirasio, in un punto non molto distante dall'area nella quale si erano concentrate finora le indagini della ragazzina scomparsa una settimana fa.
Intorno alle 10,30, secondo quanto riporta "LaStampa", una donna si è presentata al cantiere del centro commerciale di Mapello dove da lunedì sono in corso approfondite ricerche da parte degli inquirenti e ha raccontato di avere visto un uomo gettare dal finestrino di un'auto in corsa un sacchetto sul tratto di Mapello del nuovo Asse interurbano di Bergamo inaugurato solo la scorsa settimana. La donna ha poi accompagnato i carabinieri sul posto, e lì è stato trovato il giubbino che non appartiene, però a Yara.