Estero

"Morte agli ambasciatori Usa"; diplomatici nel mirino di Al Quaeda, ancora attentati a Kabul

DUBAI, 18 SETTEMBRE 2012- "Il miglior regalo che si potesse ricevere in occasione dell'11 settembre"; sono queste le parole che Al Quaida nel Maghreb islamico (Aqmi) ha scelto per definire l'attentato di Bengasi, in cui lo scorso martedì, l'ambasciatore americano in Libia Chris Stevens ha perso la vita.


Con un comunicato reso noto poco fa dalle principali agenzie di stampa, i portavoce del gruppo terroristico hanno invitato i propri seguaci a seguire l'esempio dei "leoni di Bengasi", attaccando le ambasciate americane in Tunisia, Marocco, Algeria e Mauritania, senza dimenticare di "tirar giù e bruciare le bandiere" prima di ucciderne i rappresentanti.[MORE]


Un appello, questo, che arriva nel giorno in cui una giovane ragazza afghana poco più che ventenne ha realizzato nei pressi dell'aeroporto Kabul un attentato suicida costato la vita a oltre dodici persone, in maggioranza sudafricani.


L'attacco è stato rivendicato dal movimento Hezb-i-Islami di Gulbuddin Hekmatyar, fermo oppositore del governo Karzai, che ha precisato inoltre di aver ucciso in mattinata almeno altri sedici agenti dell'Intelligence Usa, notizia smentita in seguito dalle ricostruzioni della polizia locale.


Ferma la condanna agli attentati di Kabul e Bengasi da parte del Ministro degli Esteri  Giulio Terzi, che in mattinata è intervenuto a lungo sull'argomento, sottolineando come le ambasciate italiane nei Paesi interessati  siano assolutamente al sicuro, costantemente monitorate e sorvegliate.

(immagine da: www.wakeupnews.eu)

Simona Peluso